Da Picci i nuovi sacchi termici Mucki
Per l'inverno 2014-2015 Picci ha studiato tutto il  necessario perché i nostri bambini possano trascorrere notti calde...
La nuova collezione invernale Picci
  L’inverno è alle porte ma noi non ci faremo certo trovare impreparati. Se c’è una cosa piacevole del freddo,...

Influenza e raffreddore

Quest’anno l’inverno è più lungo del solito e con l’ultima coda, contribuisce a far aumentare il numero dei bambini ammalati. Per questo noi del Blog della Nanna abbiamo pensato di dedicare uno Speciale alle malattie da raffreddamento che sono uno dei motivi più frequenti dei disturbi del sonno dei bambini. Per realizzare questo Speciale ci siamo affidati alla consulenza della dott.ssa Flavia Ceschin, pediatra di famiglia, che ha risposto ad alcune nostre domande con cui cercheremo di capire i perchè, quali sono e cosa fare in caso di malattie da raffreddamento.

Dott.ssa Ceschin perché ci si ammala di più con il freddo?

Come si trasmette l’influenza?

  • L’influenza stagionale nell’emisfero occidentale colpisce prevalentemente d’inverno. E’ un’infezione, causata da un virus, che colpisce l’apparato respiratorio, dal naso fino ai polmoni. È molto contagiosa e si diffonde rapidamente per via aerea (starnuti)  e attraverso il contatto con altre persone (saliva, muco) soprattutto negli ambienti affollati, ad esempio gli asili, le scuole; insorge all’improvviso, senza alcun sintomo precedente. Il contagio avviene da un giorno prima della comparsa dei sintomi fino a 4-5 giorni dopo l’inizio della malattia; ciò significa che si può essere in grado di trasmettere l’influenza a qualcun altro prima di sapere di essere ammalati.

Quali sono i sintomi dell’influenza?

  • Dopo il periodo di incubazione, che può durare da 1 a 3 giorni, arrivano i primi disturbi tipici: comparsa improvvisa e rapida di febbre elevata con brivido che raggiunge il suo picco massimo solitamente entro la prima giornata. Altri sintomi di accompagnamento sono: mal di testa, fastidio alla luce (fotofobia) accompagnato dalla tipica sensazione di “ossa rotte”, lacrimazione, scolo nasale, talvolta disturbi gastrointestinali e inappetenza, nel lattante prevalgono questi sintomi, spesso senza febbre.

  • Inizialmente i sintomi respiratori possono essere modesti: tosse secca che in seguito diviene produttiva (con presenza di muco), la gola è iperemica (arrossata), fa male e possono essere arrossate anche le tonsille. La fase acuta in genere dura 4 – 5 giorni, talora, dopo tre giorni avviene uno sfebbramento spontaneo per qualche ora, con la ripresa della febbre per altri due giorni dopodiché i sintomi regrediscono. Il pieno recupero si completa in una decina di giorni, in alcuni casi, tuttavia, può essere più lento: fino a due settimane.

Quali possono essere le complicazioni dell’influenza?

  • La più elevata incidenza di influenza si registra nei bambini in età scolastica e negli adolescenti. Le complicanze sono dovute ai batteri o ad altre forme virali che, approfittando dello stato di debolezza della persona, ne attaccano i polmoni (polmonite), i seni paranasali (sinusiti) e le orecchie (otiti). I bambini con patologie croniche, per esempio asma o diabete, possono veder peggiorare la loro malattia.

Come si cura l’influenza?

Quando si devono usare gli antibiotici?

  • Il ricorso alla terapia antibiotica non deve essere indiscriminato, ma va valutato dal medico e riservato ai casi complicati. La vaccinazione resta l’unica vera difesa contro l’influenza, ma va ripetuta ogni anno, poiché i virus influenzali variano di anno in anno.

Quale alimentazione deve seguire il bambino se è influenzato?

  • Quando il bambino è ammalato gli vanno offerti abbondanti liquidi, l’acqua, anche se bevuta, aiuta a rimuovere le secrezioni. Può essere utile proporre dei cibi che gradisce e facilmente digeribili, senza insistere in caso di inappetenza.

E il raffreddore in cosa si distingue dall’influenza? Quali sono i sintomi?

  • Il raffreddore è, invece, il classico malanno di stagione; si tratta di un’infiammazione di origine virale che colpisce le prime vie aeree, naso e gola, caratterizzato da rinite, voce nasale (rinolalia), mal di gola (faringite) e tosse inizialmente secca e successivamente produttiva (con muco che proviene dal naso attraverso la gola). È molto contagioso e migliora nel giro di una settimana, la febbre, se è presente, solitamente non è molto elevata.

  • E’ normale che un bambino contragga il raffreddore anche sette\otto volte all’anno: esistono centinaia di virus diversi e il bambino deve farne conoscenza, un po’ alla volta costruisce le proprie difese immunitarie e si ammala meno frequentemente.

Come si trasmette il raffreddore?

Perchè con il raffreddore i bambini si svegliano spesso durante la notte?

Ma allora cosa dovrebbe fare un genitore per favorire il riposo notturno?

Perchè spesso, in concomitanza con il raffreddore, i bambini hanno anche male alle orecchie?

  • Spesso, in concomitanza con il raffreddore il bambino, soprattutto dei primi mesi e anni di vita, lamenta otalgia, questo avviene per una precisa ragione anatomica. L’orecchio esterno serve a raccogliere e convogliare l’onda sonora che  attraverso il padiglione auricolare e il condotto uditivo esterno arriva a colpire la membrana timpanica che, vibrando, mette in movimento i tre ossicini martello, incudine e staffa, articolati tra loro (orecchio medio). Il movimento viene trasmesso nell’orecchio interno, dove si trovano anche l’organo dell’equilibrio e dell’udito (coclea) dove le onde sonore diventano impulsi nervosi e come tali vengono inviati al cervello.

  • L’orecchio medio è una cavità ripiena di aria e,  se è sano deve contenere aria alla stessa pressione atmosferica dell’ambiente esterno, in modo che tutte le varie strutture possano vibrare liberamente. L’aria penetra nell’orecchio medio attraverso un canale: tuba di Eustachio che mette in comunicazione la parte posteriore del naso con l’orecchio. Ci si accorge della sua presenza quando si sbadiglia o si inghiotte saliva: si sente un click o uno schiocco perchè attraverso le tube di Eustachio sono state inviate minuscole bolle di aria nell’orecchio medio per equilibrare la pressione dell’aria e questo avviene fisiologicamente centinaia di volte al giorno.

Perché proprio nei bambini più piccoli le otiti sono più frequenti?

  • Nei bambini piccoli le tube di Eustachio sono più corte e più orizzontali di quelle dell’adulto, di conseguenza si ostruiscono più facilmente e il drenaggio dell’orecchio medio avviene con più difficoltà, intrappolando i germi, in prevalenza virus, arrivati con la rinite e provocando l’otalgia.  Per questi motivi i germi possono arrivare con maggiore facilità dal naso, in caso di raffreddore, all’orecchio medio. Con il passare degli anni diminuiscono le infezioni virali e con lo sviluppo del massiccio facciale le tube di Eustachio si modificano per dimensioni rendendo il paziente meno suscettibile all’otite media. È stato calcolato che più di tre quarti di tutti i bambini presentano almeno un’otite entro i tre anni di vita e all’incirca la metà di essi presenta tre o più episodi.

Cosa fare?

  • Essendo la maggior parte delle otiti causate da virus, almeno nelle prime ore, la somministrazione di paracetamolo, per tenere sotto controllo l’otalgia, e la detersione del naso rimangono i rimedi principali. Non vanno messe né gocce otologiche né altro liquido nel condotto uditivo senza aver prima consultato un medico.

Ringraziamo per la consulenza la Dott.ssa Flavia Ceschin
Pediatra di famiglia

Immagini:
pediatric.it
images.com by Coco Masuda
images.com Design Pics
images.com Smart.MAGNA
images.com Terry Sirrell
images.com Stock Connection
images.com Ken Sherman

I SONDAGGI DEL BLOG DELLA NANNA

Dormire con mamma e papà: favorevoli al co-sleeping?

View Results

Loading ... Loading ...