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	<title>nanna.blogmamma.it &#187; Riposino pomeridiano</title>
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	<description>Il blog della Nanna</description>
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		<title>I segnali del sonno dei bambini</title>
		<link>http://nanna.blogmamma.it/2011/04/08/i-segnali-del-sonno-dei-bambini/</link>
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		<pubDate>Fri, 08 Apr 2011 17:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riposino pomeridiano]]></category>
		<category><![CDATA[Sonno]]></category>
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		<description><![CDATA[
Riuscire a fare un buon sonno quando si hanno bambini piccoli è sempre una terno al lotto    ma se proviamo ad entrare in sintonia con loro e soprattutto se riusciamo ad interpretare i segnali che a modo loro cercano di inviarci forse riusciremo a migliorare il nostro e il loro sonno! 
Si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://nanna.blogmamma.it/wp-content/uploads/2011/04/segnali-nanna-bambino-che-sbadiglia.jpg"><img class="size-full wp-image-1796  aligncenter" title="segnali-nanna-bambino-che-sbadiglia" src="http://nanna.blogmamma.it/wp-content/uploads/2011/04/segnali-nanna-bambino-che-sbadiglia.jpg" alt="" width="351" height="492" /></a></p>
<p><a title="sonno genitori" href="http://nanna.blogmamma.it/tag/genitori/" target="_blank">Riuscire a fare un buon sonno quando si hanno bambini piccoli è sempre una terno al lotto </a> <img src='http://nanna.blogmamma.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  ma se proviamo ad entrare in sintonia con loro e soprattutto<strong> </strong>se riusciamo ad <strong>interpretare i segnali che a modo loro cercano di inviarci</strong> forse riusciremo a migliorare il nostro e il loro sonno! <span id="more-1795"></span></p>
<p>Si sa che <strong>un bambino piccolo non è in grado di andare a letto da solo e neppure riesce a capire quando è stanco</strong>. Ma è anche vero che <a href="http://nanna.blogmamma.it/tag/bambini/" target="_blank">se il piccolo non viene messo a nanna quando il suo organismo lo richiede diventa irrequieto e ogni occasione è buona per piagnucolare</a>… la mia bambina fa così <img src='http://nanna.blogmamma.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> <!--more--></p>
<p>Dunque se non impariamo a capire quando i piccoli sono stanchi, può succedere che col passare del tempo diventi s<strong>empre più difficile riuscire a  regolare i loro cicli di sonno e veglia</strong>. Infatti, non so se capita anche ai vostri bambini, quando, per un qualsiasi motivo, non riesco a mettere a nanna la mia piccola e la stanchezza supera una certa soglia, a quel punto è difficilissimo che riesca più ad addormentarsi e nel momento in cui crolla difficilmente dorme per tanto tempo!</p>
<p>Per questo motivo ho cercato di osservarla di più cercando di capire <strong>i segnali del sonno </strong>che mi trasmetteva sin da piccolissima in modo da agevolare il suo sonno il più possibile. Di solito i segnali che un bambino può manifestare sono i seguenti:</p>
<ul>
<li>rallenta i movimenti e le attività</li>
<li>diventa più silenzioso</li>
<li>perde interesse in tutto ciò che fa o che ha davanti</li>
<li>sembra imbambolato</li>
<li>si infastidisce per qualsiasi cosa</li>
<li>si strofina gli occhi</li>
<li>sbadiglia</li>
</ul>
<p>Naturalmente non è detto che un bambino manifesti tutti questi segnali assieme, ma sono sicura che almeno uno di questi è quello che vi fa capire che è il momento di metterlo a nanna! Ad esempio la mia di solito si imbambola e la vediamo che comincia a sbattere contro qualsiasi cosa, o cade senza un motivo apparente… come se non vedesse ciò che gli sta davanti <img src='http://nanna.blogmamma.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>E i vostri bambini invece, quali segnali vi mandano quando sono stanchi ed avrebbero voglia di sonnecchiare?!</p>

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<p>Immagini:<br />
persbaglio.ilcannocchiale.it<br />
wondertime.go.com<br />
skandar-ik.blogspot.com</p>
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		<title>Bambino che non dorme, una passeggiata potrebbe aiutare!</title>
		<link>http://nanna.blogmamma.it/2011/03/03/bambino-che-non-dorme-una-passeggiata-potrebbe-aiutare/</link>
		<comments>http://nanna.blogmamma.it/2011/03/03/bambino-che-non-dorme-una-passeggiata-potrebbe-aiutare/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 Mar 2011 09:46:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Disturbi del sonno]]></category>
		<category><![CDATA[Dormire bene]]></category>
		<category><![CDATA[Riposino pomeridiano]]></category>
		<category><![CDATA[Sonno]]></category>
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		<description><![CDATA[
Si sa i bambini amano uscire, e se poi scarrozzati qua e là nel passeggino, nell’ovetto, nel marsupio o la fascia… insomma l’importante è che si esca e si vada a “passeccio”… (come dice la mia piccola!). Uscire d&#8217;altronde fa anche molto bene a noi mamme per sgranchirci un po’ le gambe e prendere un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://nanna.blogmamma.it/wp-content/uploads/2011/03/passeggiare-con-i-bambini.jpeg"><img class="size-full wp-image-1747  aligncenter" title="passeggiare-con-i-bambini" src="http://nanna.blogmamma.it/wp-content/uploads/2011/03/passeggiare-con-i-bambini.jpeg" alt="" width="400" height="345" /></a></p>
<p>Si sa i bambini amano uscire, e <a href="http://nanna.blogmamma.it/tag/carrozzine/" target="_blank">se poi scarrozzati qua e là nel passeggino, nell’ovetto, nel marsupio o la fascia</a>… insomma l’importante è che si esca e si vada a <em>“passeccio”</em>… (come dice la mia piccola!). Uscire d&#8217;altronde <strong>fa anche molto bene a noi mamme</strong> per sgranchirci un po’ le gambe e prendere un po’ d’aria buona per staccare dalla routine quotidiana che un bambino piccolo si viene a creare e poi fare due chiacchiere con qualche mamma o nonna al parco fa sempre bene!<span id="more-1746"></span><!--more--></p>
<p>Questa poi è la stagione più giusta per approfittare per <strong>lunghe e tranquille passeggiate</strong>, magari <strong>fatte nelle ore più calde della giornata</strong>! I rumori della strada, il cinguettio degli uccellini, l’aria fresca possono contribuire ad infondere nei più piccoli, che magari hanno problemi ad addormentarsi, molta calma e tranquillità e così <a href="http://nanna.blogmamma.it/category/sonno/" target="_blank">agevolare il proprio sonno</a>.</p>
<p>Ebbene sì <a href="http://nanna.blogmamma.it/category/disturbi-del-sonno/" target="_blank">sono molti i bambini che dentro le mura di casa fanno una fatica assurda ad addormentarsi</a> mentre, quando sono in passeggiata, con il movimento del passeggino dormono beati e anche più di quello che sono soliti dormire! E che dire di noi mamme! Di solito un bambino che non vuole addormentarsi, che strilla dopo un po’ <a href="http://nanna.blogmamma.it/tag/genitori/" target="_blank">anche la mamma più paziente non riesce a mantenere la calma e la serenità necessaria a tranquillizzarlo e così tutto si complica</a>.</p>
<p>Dunque <strong>uscire in passeggiata farà bene a tutti</strong> e il pisolino del piccolo sarà sicuramente più proficuo e probabilmente <a href="http://nanna.blogmamma.it/category/sonno/dormire-bene/" target="_blank">lo aiuterà ad addormentarsi sereno anche quando arriva l’ora della nanna</a>. Noi con l’ometto più grande, che ha sempre fatto fatica ad addormentarsi, molto spesso <strong>usavamo il passeggino anche dentro casa</strong>, soprattutto nelle giornate in cui era proprio difficile poter uscire ..</p>
<p>E i vostri piccoli amano andare in passeggiata? Vi capita che si addormentino e magari si svegliano appena inserite la chiavi nella porta di casa? Raccontatemi un po’… <img src='http://nanna.blogmamma.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>

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<p>Immagini:<br />
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		<title>Nanna e mamma: l’esperienza di Ludovica</title>
		<link>http://nanna.blogmamma.it/2010/08/16/nanna-e-mamma-l%e2%80%99esperienza-di-ludovica/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 14:45:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienze di mamme]]></category>
		<category><![CDATA[La nanna e le mamme]]></category>
		<category><![CDATA[Riposino pomeridiano]]></category>
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Penso che avere dei gemelli sia una vera e propria avventura per tutti quei genitori che hanno la fortuna di poterla vivere   Si tratta di crescere contemporaneamente due piccoli cuccioli, che spessissimo nello stesso identico momento richiedono le stesse attenzioni, hanno le stesse necessità come mangiare e dormire che molto spesso sono da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://nanna.blogmamma.it/wp-content/uploads/2010/08/mamma5.jpg"><img class="size-full wp-image-1306  aligncenter" title="mamma5" src="http://nanna.blogmamma.it/wp-content/uploads/2010/08/mamma5.jpg" alt="" width="451" height="451" /></a></p>
<p><a href="http://nanna.blogmamma.it/tag/genitori/" target="_blank">Penso che avere dei gemelli sia una vera e propria avventura per tutti quei genitori che hanno la fortuna di poterla vivere</a> <img src='http://nanna.blogmamma.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Si tratta di crescere contemporaneamente due piccoli cuccioli, che spessissimo nello stesso identico momento richiedono le stesse attenzioni, hanno le stesse necessità come mangiare e dormire che molto spesso sono da gestire contemporaneamente. <span id="more-1305"></span></p>
<p>Un’esperienza bellissima ma allo stesso tempo che <strong>richiede un dispendio di energie non da poco e che coinvolge entrambi i genitori in modo profondo</strong> e perché no anche con un piccolo aiuto da parte di parenti e amici <img src='http://nanna.blogmamma.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  <a href="http://nanna.blogmamma.it/category/sonno/" target="_blank">Ma una delle prime difficoltà per i genitori di gemelli è il sonno</a>. Oggi leggiamo l’esperienza di <strong>Ludovica, mamma di due gemelli, Luca e Aurora, </strong>che<a href="http://nanna.blogmamma.it/category/la-nanna-e-le-mamme/esperienze-di-mamme/" target="_blank"> ci racconta la sua esperienza con la nanna dei suoi due tesori</a>! Vediamo cosa ci racconta!</p>
<p><em>“Da quando sono diventata mamma di Luca ed Aurora, che ormai hanno già compiuto il settimo mese, ho avuto occasione di incontrare molti altri genitori di gemelli con cui scambiare esperienze e consigli e molti di loro mi dicevano che seguivano orari differenziati in quanto risultava meno caotico occuparsi di un solo neonato mentre l’altro stava dormendo, e inoltre permette di passare un po’ di tempo con ciascun figlio. All’inizio la pensavo così anch’io, ma dopo un mese o giù di lì mi sono resa conto che, adottando coi gemelli tempi differenziati sia di giorno che di notte, mi trovavo ad avere sempre un bambino sveglio e bisognoso delle mie cure. Non avevo un attimo per me stessa. A quel punto decisi, insieme al mio compagno, di <strong>provare a coordinare il sonno dei miei angioletti in modo che entrambi dormissero, più o meno, alla stessa ora</strong>. Cominciai così a tenere una specie di diario del sonno di Luca ed Aurora, controllando così se c’erano coincidenze. Grazie agli appunti mi sono resa conto che i miei due bambini, normalmente, facevano un sonnellino di un paio d’ore la mattina ma Luca si addormentava alle dieci e trenta ed Aurora, invece, alle undici e trenta. Così ho posticipato il sonnellino del maschietto intrattenendolo per mezz’ora con qualche attività e spostato alle undici quello della femminuccia, cullandola invece di farla giocare.<br />
Naturalmente, non ha sempre funzionato, si sa i bambini non sono degli orologi svizzeri, ma ogni volta che mi riesce di farli dormire contemporaneamente mi regalo il tempo per una breve doccia o un sacrosanto pisolino. Naturalmente tutto questo provo a realizzarlo, con il prezioso aiuto del mio compagno che a quell’ora è a casa dal lavoro, anche per la nanna della sera cercando di fissare prima una routine “bagnetto-biberon-lettino”. Devo dire che per noi metterli a letto alla stessa ora è stato un toccasana in quanto riusciamo così a goderci qualche momento tutto per noi</em> <img src='http://nanna.blogmamma.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  <em>”</em></p>
<p>Questa è l’esperienza di Ludovica! Se volete mamme anche voi potete raccontarci la vostra esperienza con la nanna dei vostri bambini non dovete fare che farcelo sapere (anche lasciando un semplicissimo commento al post) e sarò felicissima di contattarvi! Allora<strong> vi aspetto numerose</strong>!!!</p>
<p>Immagini:<br />
images.com by ImageZoo</p>
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		<title>Disturbi del sonno: come aiutare il bambino sonnambulo</title>
		<link>http://nanna.blogmamma.it/2010/08/13/disturbi-del-sonno-come-aiutare-il-bambino-sonnambulo/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Aug 2010 13:16:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Disturbi del sonno]]></category>
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		<description><![CDATA[
Il sonnambulismo è un parziale risveglio durante una fase di sonno profondo priva di sogni. E’ quindi completamente sbagliata la credenza che i sonnambuli stiano mimando un sogno. Non sempre è facile rendersi conto che il piccolo che gironzola durante la notte è colto da una crisi di sonnambulismo.
Il sonnambulo si muove un po’ goffamente, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://nanna.blogmamma.it/wp-content/uploads/2010/08/bambino-sonnambulo-notte-orsetto.jpg"><img class="size-full wp-image-1301  aligncenter" title="bambino-sonnambulo-notte-orsetto" src="http://nanna.blogmamma.it/wp-content/uploads/2010/08/bambino-sonnambulo-notte-orsetto.jpg" alt="" width="377" height="188" /></a></p>
<p><strong>Il sonnambulismo è un parziale risveglio durante una fase di sonno profondo priva di sogni</strong>. E’ quindi completamente sbagliata la credenza che i sonnambuli stiano mimando un sogno. <a href="http://nanna.blogmamma.it/2010/04/19/disturbi-del-sonno-sonnambulismo-nei-bambini/" target="_blank">Non sempre è facile rendersi conto che il piccolo che gironzola durante la notte è colto da una crisi di sonnambulismo</a>.<span id="more-1300"></span></p>
<p>Il sonnambulo <strong>si muove un po’ goffamente</strong>, ma riesce perfino a fare le scale ed evitare i mobili che trova sul suo percorso. Chiude e apre cassetti, porte e perfino il frigorifero, da cui si serve liberamente, va in bagno o decide di fare la pipì in un angolo della stanza. <strong>In genere gli occhi sono aperti, ma fissi, e il viso è privo di espressione</strong>. Se interrogato, risponde, spesso a monosillabi, ma anche con frasi brevi e logiche.</p>
<p>Nonostante tutto, <strong>se il sonnambulismo si manifesta tra i 3 e i 7 anni è considerato assolutamente normale</strong>, causato da una condizione di assestamento del sistema nervoso centrale. Ma allora <strong>come aiutare il bambino sonnambulo?</strong></p>
<p>Molti esperti consigliano di non svegliare mai il sonnambulo; ma la direttiva non è così rigida. E’ pericoloso svegliare un sonnambulo adulto ma con un bambino si corrono meno rischi, perché è più facile tenerlo fisicamente a bada, anche se non è consigliabile portarlo al punto di perdere il controllo di se stesso. C’è chi invece sostiene che sia bene svegliare il bambino per interromperne il sonno e offrirgli la possibilità di iniziare un altro ciclo del sonno.</p>
<p>Comunque, <a href="http://nanna.blogmamma.it/category/sonno/" target="_blank">svegliare un sonnambulo non è mai impresa facile, perché il suo sonno è particolarmente profondo</a>. Il modo migliore per farlo è pronunciare il suo nome con calma finchè si sveglia. In ogni caso, <strong>è assolutamente sbagliato urlare, schiaffeggiarlo, scuoterlo, buttargli acqua in faccia in quanto le sue reazioni potrebbero essere violente</strong>. Non tentate di ostruirgli il cammino, a meno che si stia mettendo in pericolo.</p>
<p>La preoccupazione principale, infatti, deve essere quella di <strong>garantire la sicurezza del bambino, impedendogli di farsi male</strong>. Quando si alza, stiamogli vicino e a questo scopo molti genitori attaccano un campanello alla porta della camera del bambino che li avvisi se lui si alza ed esce dalla stanza, e tolgono dalla sua portata qualsiasi oggetto che costituisca un potenziale pericolo.</p>
<p><strong>E’ importante che il bambino abbia ritmi di sonno regolari, in modo che non accumuli stanchezza</strong>. <a href="http://nanna.blogmamma.it/category/sonno/riposino-pomeridiano/" target="_blank">Se i sonnellini pomeridiani sono già stati aboliti, forse è il caso di ripristinarli</a>. Un metodo che produce risultati soddisfacenti è quello di svegliare il bambino prima dell’ora durante la quale solitamente avvengono gli episodi di sonnambulismo. <a href="http://nanna.blogmamma.it/2010/05/31/sonno-bambini-che-cos%E2%80%99e-l%E2%80%99agenda-del-sonno/" target="_blank">Per farlo, si deve avere la pazienza, per un paio di settimane, di registrare su un diario quanto tempo passa tra il momento in cui il bambino si addormenta e l’inizio della crisi</a>.</p>
<p>Una volta individuato lo schema, <strong>si sveglia il bambino un quarto d’ora prima</strong> del tempo previsto per l’inizio <strong>dell’episodio di sonnambulismo</strong>, <strong>e lo si tiene sveglio per almeno 5 minuti</strong>. Dopo una settimana si sospende la “terapia”. Se si verificano altri episodi di sonnambulismo, si continua nei risvegli per un’altra settimana, altrimenti si tira un sospiro di sollievo. In molti casi, infatti, anche se non scompaiono del tutto, gli episodi tendono a diminuire notevolmente.</p>
<p>Verso i 7-8 anni il sonnambulismo scompare senza bisogno di alcun intervento medico. Solo nel caso in cui il bambino sia particolarmente agitato e incontrollabile, è consigliabile rivolgersi a uno specialista. In genere si ottengono buoni risultati con l’ipnosi, perché questa terapia consente di ridurre le fasi di sonno profondo.</p>
<p>Qualcuna di voi ha un bambino sonnambulo? Volete raccontarci la vostra esperienza?</p>

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Il Blog della Nanna ha carattere divulgativo. I punti di vista e le informazioni date non intendono in nessun caso sostituirsi al parere del medico, che invitiamo sempre a consultare in caso di dubbio.</p>
<p></em></p>
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		<title>Come abituare il bambino al sonnellino</title>
		<link>http://nanna.blogmamma.it/2010/07/13/come-abituare-il-bambino-al-sonnellino/</link>
		<comments>http://nanna.blogmamma.it/2010/07/13/come-abituare-il-bambino-al-sonnellino/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 15:39:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dormire bene]]></category>
		<category><![CDATA[Riposino pomeridiano]]></category>
		<category><![CDATA[Sonno]]></category>
		<category><![CDATA[Sonno bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Sonno neonati]]></category>
		<category><![CDATA[Teorie sulla nanna]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
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		<category><![CDATA[pisolino]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nel primo anno e mezzo di vita, i bambini hanno bisogno di fare un sonnellino a metà mattina e uno dopo il pasto principale, della durata complessiva di 4 ore a 6 mesi d’età, e poi man mano più breve. Molti pediatri suggeriscono di mantenere l’abitudine di un sonnellino pomeridiano di un’ora fin tanto che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://nanna.blogmamma.it/wp-content/uploads/2010/08/bambino-che-dorme-sonno-bambini.jpg"><img class="size-full wp-image-1174  aligncenter" title="bambino-che-dorme-sonno-bambini" src="http://nanna.blogmamma.it/wp-content/uploads/2010/08/bambino-che-dorme-sonno-bambini.jpg" alt="" width="427" height="319" /></a></p>
<p><a href="http://nanna.blogmamma.it/category/sonno/riposino-pomeridiano/" target="_blank">Nel primo anno e mezzo di vita, i bambini hanno bisogno di fare un sonnellino a metà mattina e uno dopo il pasto principale, della durata complessiva di 4 ore a 6 mesi d’età, e poi man mano più breve</a>. Molti pediatri suggeriscono di mantenere l’abitudine di un sonnellino pomeridiano di un’ora fin tanto che il piccolo ne avverte la necessità. <span id="more-1173"></span></p>
<p><strong>Un bambino che si irrita facilmente</strong>, <strong>che piange per un nonnulla, che non riesce a mantenere ferma l’attenzione o che si stanca rapidamente di un gioco o di altre attività, soprattutto nelle ultime ore del pomeriggio, può essere semplicemente stanco</strong>. Una volta che si è riusciti a individuare questo problema e vi si è posto rimedio, un bambino che prima poteva sembrare una vera peste può trasformarsi completamente.</p>
<p><a href="http://nanna.blogmamma.it/tag/genitori/" target="_blank">L’abitudine di dormire nel primo pomeriggio può essere un onorevole compromesso per permettere ai genitori che lavorano di godersi un po’ di più il proprio piccolo, la sera quando tornano a casa, senza privarlo delle ore di sonno di cui ha bisogno</a>.</p>
<p><strong>Ma come abituare il bambino al sonnellino?</strong> <a href="http://nanna.blogmamma.it/category/sonno/dormire-bene/" target="_blank">Sono tre i fattori che contribuiscono a far dormire bene il piccolo</a>, durante il giorno.</p>
<ul>
<li><strong>Periodicità:</strong> la periodicità del sonnellino aiuta il bambino ad avere un sonno piacevole. Per questo, <strong>è bene mantenere degli intervalli di veglia corti e regolari</strong>. Bisogna osservare a che ora si sveglia abitualmente il bambino e dopo circa un’ora, si può iniziare il processo teso a rasserenare il piccolo. In generale, a 2 mesi di vita, il periodo totale di veglia, più il periodo di rasserenamento non deve superare le due ore.</li>
<li><strong>Sonno senza movimenti</strong>: l<strong>e vibrazioni durante il sonno</strong>, come quelle dell’automobile o di una sedia a dondolo, danno origine a uno stadio di sonno più leggero e <strong>riducono il potere ristoratore del sonno</strong>. <a href="http://nanna.blogmamma.it/2010/05/24/l%E2%80%99antica-arte-di-cullare-il-bambino/" target="_blank">Alcuni minuti di movimento devono far parte del processo di rasserenamento, ma non bisogna servirsi del movimento per far addormentare il bimbo</a>.</li>
<li><strong>Un unico metodo:</strong> Addormentarsi è un’abitudine che il bambino può imparare meglio, se questa tecnica viene usata in modo concreto. <strong>Dopo aver coccolato il piccolo per qualche minuto, lo si può mettere nella culla mentre è sveglio</strong> (in tal modo il bambino può imparare ad addormentarsi senza essere preso in braccio o ninnato). A volte questo può essere difficile, perché il piccolo potrebbe avere qualche difficoltà ad addormentarsi da solo. <a href="http://nanna.blogmamma.it/2010/03/30/sonno-bambini-i-metodi-della-nanna/" target="_blank">La cosa più importante, però, è essere costanti, scegliere un metodo e mantenerlo</a>. Il cambio del metodo confonde il bambino e interferisce nel suo apprendimento del fare il sonnellino.</li>
</ul>
<p>E voi come avete abituato i vostri piccoli al sonnellino? Avete l’abitudine di cullarli o si addormentano da soli?</p>

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		<title>Quando il bambino smette di fare il riposino pomeridiano?</title>
		<link>http://nanna.blogmamma.it/2010/05/26/quando-il-bambino-smette-di-fare-il-riposino-pomeridiano/</link>
		<comments>http://nanna.blogmamma.it/2010/05/26/quando-il-bambino-smette-di-fare-il-riposino-pomeridiano/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 26 May 2010 13:59:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riposino pomeridiano]]></category>
		<category><![CDATA[Sonno]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
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		<description><![CDATA[
Per la maggior parte dei genitori quello in cui ci si rende conto che il bambino non ha più bisogno del sonnellino è un &#8220;brutto giorno&#8221;. Basta con la tregua quotidiana; sparisce quella fantastica ora in cui potete chiamare un amico, mandare un fax in ufficio o finire di leggere un romanzo. Può accadere tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://nanna.blogmamma.it/wp-content/uploads/2010/05/bambino-gioca-con-le-costruzioni.jpg"><img class="size-large wp-image-970  aligncenter" title="Look what is this" src="http://nanna.blogmamma.it/wp-content/uploads/2010/05/bambino-gioca-con-le-costruzioni-682x1024.jpg" alt="" width="412" height="615" /></a></p>
<p>Per la maggior parte dei genitori quello in cui ci si rende conto che il bambino non ha più bisogno del sonnellino è un &#8220;brutto giorno&#8221;. <a href="http://nanna.blogmamma.it/tag/genitori/" target="_blank">Basta con la tregua quotidiana; sparisce quella fantastica ora in cui potete chiamare un amico, mandare un fax in ufficio o finire di leggere un romanzo</a>. Può accadere tutto d’un colpo (il bambino d’ora in poi si rifiuterò di dormire di giorno) oppure gradualmente (dorme alcuni giorni e altri no). <strong>Ma quando il bambino smette di fare il riposino pomeridiano?</strong><span id="more-969"></span></p>
<p>La maggior parte dei bambini smette di fare il riposino <strong>fra i due e i tre anni </strong>ma questa non è una regola. Basterà fare un po’ di attenzione per riconoscere quando il bambino è pronto a smettere. <a href="http://nanna.blogmamma.it/category/disturbi-del-sonno/" target="_blank">Sarà bene non decidere arbitrariamente quando far smettere al piccolo di fare il riposino pomeridiano in quanto eliminare il sonnellino troppo presto può preparare il terreno ai disturbi del sonno notturno</a>. Perché il bambino si sentirà stanco nel pomeriggio, cosa che scatenerà il rilascio di adrenalina. La conseguente iperattività gli renderà difficile addormentarsi, la sera. Dormirà poco e quando si sveglierà sarà stanco e nervoso.</p>
<p>Questi sono i <strong>comportamenti che indicano che il bambino non è ancora pronto a smettere di fare il sonnellino</strong>:</p>
<ul>
<li>fatica a svegliarsi la mattina;</li>
<li>dorme diverse ore in più nelle mattine dei weekend</li>
<li>si strofina spesso gli occhi</li>
<li>spesso appare assonnato e con poca energia;</li>
<li>se non ha fatto il sonnellino, nel tardo pomeriggio è irritabile e indisciplinato</li>
</ul>
<p>Ecco invece <strong>un bambino pronto ad abbandonare il pisolino pomeridiano</strong>:</p>
<ul>
<li>dorme meno di dieci ore a notte</li>
<li>impiega molto tempo ad addormentarsi la sera</li>
<li>spesso all’ora del sonnellino non si addormenta, anche se rimane a letto</li>
<li>quando non ha fatto il sonnellino non mostra alcun segno di affaticamento</li>
<li>quando non ha fatto il pisolino non è particolarmente turbolento o indisciplinato</li>
</ul>
<p>Una volta presa la decisione di eliminare il pisolino pomeridiano sarà bene considerare la possibilità di <strong>sostituirlo con “un’ora di calma”</strong>. Ciò renderà il passaggio più facile per noi genitori (continueremo così ad avere la nostra tregua di relax) e per il bambino, che potrà usare questo momento di riposo <strong>per recuperare le energie fisiche e l’equilibrio emotivo</strong>.</p>
<p>Magari fissare l’ora di calma nell’immediato dopo pranzo facendo capire al bambino che in quest’ora lui non dovrà per forza dormire, ma stare tranquillo. Un’ora in cui potrà guardare i libri, giocare con i puzzle o colorare, ascoltare delle fiabe sonore insomma fare tutte le attività “tranquille” che vuole.</p>
<p>E i vostri bambini a che età hanno smesso di fare il pisolino pomeridiano?</p>

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								<img title="Look what is this" alt="Look what is this" src="http://nanna.blogmamma.it/wp-content/gallery/smettere-di-fare-il-pisolino/thumbs/thumbs_bambino-gioca-con-le-costruzioni.jpg" width="100" height="75" />
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	</div>
	
		
 		
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		<title>I rituali della nanna al nido</title>
		<link>http://nanna.blogmamma.it/2010/04/01/i-rituali-della-nanna-al-nido/</link>
		<comments>http://nanna.blogmamma.it/2010/04/01/i-rituali-della-nanna-al-nido/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 18:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riposino pomeridiano]]></category>
		<category><![CDATA[Sonno]]></category>
		<category><![CDATA[asilo nido]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[pisolino]]></category>

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		<description><![CDATA[
Continuiamo a parlare della nanna al nido con la coordinatrice de “Il Nido Incantato”, Sara Zanichelli che ora ci mostra i rituali della nanna durante una normale giornata al nido. Vediamo insieme in cosa consistono.
Poco prima di entrare, tutti insieme, nella stanza della nanna un’educatrice prepara lettini e tutto il necessario per un dolce pisolino, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://nanna.blogmamma.it/wp-content/uploads/2010/04/la-nanna-al-nido2.jpg"><img class="size-full wp-image-724  aligncenter" title="la-nanna-al-nido" src="http://nanna.blogmamma.it/wp-content/uploads/2010/04/la-nanna-al-nido2.jpg" alt="" width="450" height="337" /></a></p>
<p><a href="http://nanna.blogmamma.it/2010/04/01/la-nanna-al-nido/" target="_blank">Continuiamo a parlare della nanna al nido</a> con la coordinatrice de “<em>Il Nido Incantato</em>”, <em>Sara Zanichelli</em> che ora ci mostra <strong>i rituali della nanna durante una normale giornata al nido</strong>. Vediamo insieme in cosa consistono.<span id="more-711"></span></p>
<p><a href="http://nanna.blogmamma.it/category/sonno/riposino-pomeridiano/" target="_blank">Poco prima di entrare, tutti insieme, nella stanza della nanna un’educatrice prepara lettini e tutto il necessario per un dolce pisolino, rispettando sempre la stessa disposizione dei lettini</a>: è bene, infatti, che i bambini mantengano lo stesso posto ed abbiano a fianco gli stessi amichetti dal primo giorno che dormono all’asilo fino a quando ci saluteranno per andare alla scuola materna.</p>
<p>Oltre a preparare i lettini con lenzuolini e coperte adatte alla stagione, sarà cura dell’educatrice <strong>riporre su ciascun lettino ciucci, copertine personali, orsetti, cuscini</strong> <strong>portati da casa</strong>: questi oggetti, infatti, rievocano e ripropongono la sensazione di tranquillità e serenità che si può trovare tra le mura domestiche.</p>
<p>Una volta che tutto è pronto, i bambini possono accedere alla stanza e coricarsi sui propri lettini. A questo punto le educatrici pongono in essere <strong>alcuni piccoli accorgimenti</strong> che favoriscono il pisolino:<br />
- così come nell’utero materno prima e tra le braccia della mamma dopo, anche all’asilo nido il primo elemento che si cerca di <strong>riproporre</strong> nella stanza della nanna è un <strong>ambiente tranquillo ed accogliente</strong> con temperatura mite, colori tenui, luci diffuse, lettini comodi e copertine adeguate alla stagione;<br />
- <strong>coprire il bambino</strong>, appena si corica supino, con la coperta e/ o il lenzuolino, sia per trasmettergli un senso di protezione rispetto all’ambiente esterno, sia perché, con il calore creato dal contatto tra il corpo e la coperta, il bambino riesce a prendere sonno più facilmente;<br />
- <strong>mettere il bambino in una posizione comoda</strong>, almeno durante la fase iniziale del sonnellino. Capire la posizione preferita del bambino è fondamentale per instaurare con lui un rapporto di fiducia completa e totale. In questo modo, trovandosi a proprio agio e sentendosi conosciuto, sarà più propenso a rilassarsi e a fidarsi dell’educatrice anche in questo momento così delicato.<br />
- <strong>cullare il bambino</strong> e fargli ascoltare suoni dolci ed ovattati.</p>
<p>Le educatrici, purché la situazione non richieda interventi particolari, <strong>evitano di far addormentare i bambini in braccio</strong> per questioni legate:<br />
- al tempo che si ha a disposizione; cullare tra le braccia un bambino per farlo addormentare vuol dire avere un rapporto uno ad uno con ognuno e questo vorrebbe dire impiegare almeno il doppio del tempo per farli addormentare tutti;<br />
- al fatto che, a lungo andare, le educatrici sono sottoposte a risentimenti fisici;<br />
- all’aspetto educativo, in modo che il bambino impari ad essere autonomo in ogni frangente della sua vita ma allo stesso tempo che gli adulti sono al suo fianco e lo aiutano in questo percorso, ma che non sono sempre al suo servizio.</p>
<p><a href="http://nanna.blogmamma.it/wp-content/uploads/2010/04/relax-al-nido1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-726" title="relax-al-nido" src="http://nanna.blogmamma.it/wp-content/uploads/2010/04/relax-al-nido1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p><a href="http://nanna.blogmamma.it/category/idee-per-la-nanna/sdraiette/" target="_blank">Solitamente le educatrici preferiscono avvalersi, per i più piccini, di soluzioni alternative, come ad esempio le sdraiette</a>, mentre cercano di far addormentare i più grandicelli direttamente sul lettino, con un lento e costante dondolio del corpo, <a href="http://nanna.blogmamma.it/category/prima-della-nanna/ninne-nanne/" target="_blank">accompagnato dal canto di ninna nanne a riproduzione di suoni ovattati</a>, che richiamano i ricordi ancestrali di quando il bambino si trovava nel ventre materno e, se ancora non fosse abbastanza, si ricorre a piccoli e delicati massaggi sulle tempie e sul nasino, posizioni che solitamente conciliano il sonno. Mettendo in pratica questi comportamenti <strong>si riesce a ricreare</strong>, nei limiti di quanto concesso all’ambiente nido, <strong>abitudini e consuetudini</strong> molto simili a quelle che i bambini vivono nelle proprie case, nell’intimità delle proprie camerette.</p>
<p>Il riposo pomeridiano così concepito offre al bambino la possibilità di <strong>sviluppare alcune regole basilari</strong> per una corretta relazione interpersonale all’interno di una comunità:<br />
- <strong>la condivisione</strong>, infatti il bambino si abitua a condividere gli spazi dell’asilo con altri coetanei;<br />
- <strong>il rispetto dell’altro</strong>; il bambino sa che ci sono altre persone che, come lui, devono riposare, per cui impara che non può piangere ad oltranza, perché ci sono gli altri bambini che stanno già dormendo e non devono essere svegliati, se si sveglia da solo prima che le educatrici entrino in stanza, deve rimanere sdraiato in silenzio, senza piangere o strillare, perché, anche se non si ha più sonno, stando sdraiati ci si può comunque riposare;<br />
- <strong>l’autonomia</strong>, in quanto il bambino inizia a capire che gli adulti non sono sempre a sua disposizione (possono esserci bambini che richiedono maggiori attenzioni perché più piccolini) e ci sono cose che riesce a fare anche da solo; inizia così ad adeguare i suoi comportamenti in funzione dell’ambiente circostante.</p>
<p>Solitamente, al nido, <strong>il tempo dedicato al riposino pomeridiano è di circa un paio d’ore</strong>, per permettere al bambino uno sviluppo sia fisiologico sia cognitivo. Il sonnellino, infatti, permette sia il recupero delle energie consumate durante la prima parte della giornata e la possibilità di affrontare con allegria le attività pomeridiane, sia una crescita cognitivamente equilibrata.</p>
<p>Un’ultima considerazione va rivolta alla<strong> fase del risveglio</strong>. Anche questo <strong>momento</strong> è <strong>molto delicato</strong> perché i bambini devono essere richiamati allo stato di veglia senza precludere l’umore con cui si approcceranno alle attività pomeridiane. Per questo le educatrici iniziano ad aprire la porta della stanzina e ad aumentarne l’afflusso di luce al suo interno per far in modo che i suoni dell’ambiente circostante entrino e li accompagnino nel risveglio; poi iniziano a chiamare dolcemente i bambini per nome finché non li vedono riaprire gli occhietti e, nel caso in cui proprio i pargoletti non riescano ad allontanarsi dal dolce abbraccio di Morfeo, cercano di riportarli allo stato di veglia attraverso piccoli gesti ridestanti, come solletichino sotto i piedi, carezze e dolci massaggini.</p>
<p><em>Articolo a cura di Sara Zanichelli,<br />
coordinatrice de “Il Nido Incantato”<br />
<a href="http://www.ilnidoincantato.it/" target="_blank">www.ilnidoincantato.it</a></em></p>

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<p>Immagini:<br />
ilnidoincantato.it</p>
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		<title>La nanna al nido</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 14:30:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riposino pomeridiano]]></category>
		<category><![CDATA[Sonno]]></category>
		<category><![CDATA[asilo nido]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
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		<description><![CDATA[
Il momento della nanna è forse la parte più delicata dell’inserimento di un bambino all’asilo nido: se le necessità lavorative dei genitori hanno permesso il rispetto della tempistica consigliata, il bambino si approccia per la prima volta alla nanna al nido verso il settimo/ottavo giorno dall’inizio della sua nuova avventura in un ambiente diverso dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nanna.blogmamma.it/wp-content/uploads/2010/04/relax-al-nido.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-708" title="relax-al-nido" src="http://nanna.blogmamma.it/wp-content/uploads/2010/04/relax-al-nido.jpg" alt="" width="450" height="337" /></a></p>
<p><a href="http://nanna.blogmamma.it/tag/pisolino/" target="_blank">Il momento della nanna è forse la parte più delicata dell’inserimento di un bambino all’asilo nido</a>: se le necessità lavorative dei genitori hanno permesso il rispetto della tempistica consigliata, <strong>il bambino si approccia per la prima volta alla nanna al nido</strong> <strong>verso il settimo/ottavo giorno</strong> dall’inizio della sua nuova avventura in un ambiente diverso dalla propria casa. <span id="more-707"></span></p>
<p><a href="http://nanna.blogmamma.it/tag/mamma/" target="_blank">Finora, infatti, il bambino ha passato le giornate intere in compagnia della propria mamma, in totale intimità con la persona che l’ha portato in grembo</a>: ora invece il piccolo non solo ha cominciato a rapportarsi con altri bambini suoi coetanei e ad apprendere le prime basilari regole sociali, ma <strong>deve anche imparare a condividere questo momento d’intimità – la nanna – con un altro adulto e altri bambini</strong>!</p>
<p>È per questo motivo, per far in modo che il passaggio alle nuove abitudini sia il più tranquillo e sereno possibile, che <strong>le educatrici mettono in atto diverse e consolidate strategie</strong>. Due sono <strong>gli elementi che,</strong> per la loro importanza e rilevanza, <strong>non sono mai sottovalutati</strong>: le <strong>informazioni acquisite</strong> nel colloquio iniziale con i genitori e il <strong>rispetto della routine</strong>.</p>
<p><strong>Le informazioni fornite dai genitori</strong> alle educatrici durante i primi incontri si rivelano essere indicazioni di grandissima utilità: <a href="http://nanna.blogmamma.it/category/sonno/" target="_blank">sapere a priori se il bambino si addormenta da solo o con un adulto a fianco; con ninna nanne o nel silenzio della sua stanza; nel proprio lettino o nel letto dei genitori</a>; con il ciuccio o l’orsetto o entrambi; su un fianco, prono o supino … sono tutte notizie che <strong>aiutano le educatrici a preparare il momento della nanna</strong> in maniera da renderlo il più vicino possibile alle abitudini del bambino.</p>
<p><strong>Il rispetto della routine</strong> è l’altro elemento fondamentale per un approccio sereno al momento della nanna, in quanto la regolarità negli orari e il rispetto della ritualità nei gesti e nei comportamenti <strong>sviluppano nel bambino fiducia e sicurezza</strong>. Pertanto, per l’importanza che rivestono i rituali nella vita di ciascun individuo, <a href="http://nanna.blogmamma.it/2009/12/18/nanna-bambini-consigli-per-abituarli-al-sonno/" target="_blank">tutti i giorni, all’asilo, in preparazione della nanna si cerca di mantenere la stessa routine</a>: pappa, di corsa in bagno e a lavare i dentini, giochi tranquilli e rilassanti, poi tutti a nanna!</p>
<p>È importante inoltre che i<strong>l momento che precede la nanna sia caratterizzato da attività rilassanti</strong>, che aiutino il bambino a predisporsi, sia fisicamente sia mentalmente, al riposo pomeridiano: i giochi che inducono a scatenarsi troppo o che comunque sono esageratamente stimolanti fanno sì che l’organismo rilasci grandi quantità di adrenalina.</p>
<p>Questo ormone ha un effetto altamente eccitante: una volta entrato in circolo, induce a scatenarsi ulteriormente, ostacolando il rilassamento. Per questo è un errore pensare che il sonno sia più prolungato e giunga più velocemente facendo stancare molto il bambino: non solo questo non avviene, anzi, <strong>l’accumulo di stanchezza rende più complicato addormentarsi e meno sereno il riposo</strong>.</p>
<p><em>Articolo a cura di Sara Zanichelli,<br />
coordinatrice de “Il Nido Incantato”<br />
<a href="http://www.ilnidoincantato.it/" target="_blank">www.ilnidoincantato.it</a></em></p>

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<p>Immagini:<br />
ilnidoincantato.it</p>
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		<title>Il pisolino indispensabile per l’apprendimento dei bambini</title>
		<link>http://nanna.blogmamma.it/2010/02/24/il-pisolino-indispensabile-per-l%e2%80%99apprendimento-dei-bambini/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 14:33:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riposino pomeridiano]]></category>
		<category><![CDATA[Sonno]]></category>
		<category><![CDATA[Sonno bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Sonno neonati]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
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		<description><![CDATA[
Il sonno per un bambino nato da poco è necessario per assolvere alle funzioni vitali della sua esistenza ma oggi c’è una ragione in più per non svegliare un bambino mentre sta facendo un pisolino durante il giorno. Un gruppo di psicologi americani dell’Università di Tucson, in Arizona, ha dimostrato, infatti, che il sonno dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nanna.blogmamma.it/wp-content/uploads/2010/02/bambino-che-fa-il-riposino.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-524" title="bambino-che-fa-il-riposino" src="http://nanna.blogmamma.it/wp-content/uploads/2010/02/bambino-che-fa-il-riposino.jpg" alt="" width="400" height="323" /></a></p>
<p><a href="http://nanna.blogmamma.it/category/sonno/sonno-bambini/" target="_blank">Il sonno per un bambino nato da poco è necessario per assolvere alle funzioni vitali della sua esistenza</a> ma oggi c’è una ragione in più per non svegliare un bambino mentre sta facendo un pisolino durante il giorno. Un gruppo di psicologi americani dell’Università di Tucson, in Arizona, ha dimostrato, infatti, che <strong>il sonno dei bambini nei primi mesi della loro vita è indispensabile anche ai fini dell’apprendimento</strong>.  <span id="more-523"></span></p>
<p>Allo studio sono stati sottoposti 48 bambini di 15 mesi d’età a cui è stato fatto ascoltare ripetutamente, finchè i bambini non mostravano una certa familiarità, alcune frasi “senza senso” in un linguaggio simile all’inglese. <a href="http://nanna.blogmamma.it/2009/12/04/sonno-bambini-il-pisolino-pomeridiano/" target="_blank">Dopo aver ascoltato queste frasi ad una parte di questi bambini è stato concesso un pisolino</a>, come nelle loro abitudini, ad altri si è preferito farli giocare distraendoli.</p>
<p>Ebbene, il risultato è stato quello di <a href="http://nanna.blogmamma.it/tag/bambini/" target="_blank">assistere al fatto che i bambini che hanno dormito, al risveglio hanno imparato meglio degli altri alcune parole di quel nuovo linguaggio strano</a> e, per dimostrare che l’effetto positivo era dovuto proprio al pisolino pomeridiano, il test e’ stato ripetuto facendo ascoltare altre frasi al risveglio e dopo una notte di sonno ancora una volta i migliori sono stati i bimbi che avevano dormito al pomeriggio.</p>
<p>I bambini, che non avevano dormito, riconoscevano le frasi che avevano imparato, ma quelli che avevano schiacciato un pisolino entro quattro ore dalla prima “lezione” risultavano più bravi riconoscendo non solo le vecchie, ma anche le nuove frasi, dimostrando così la capacità di individuare, in una nuova frase, la struttura che avevano imparato dalla vecchia.   Questo suggerisce che <strong>i bambini che abitualmente fanno il pisolino durante il giorno imparano molto più velocemente</strong>. <img src='http://nanna.blogmamma.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>E i vostri bambini abitualmente riposano durante il giorno?</p>

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		<title>Dove far dormire il neonato</title>
		<link>http://nanna.blogmamma.it/2010/02/19/dove-far-dormire-il-neonato/</link>
		<comments>http://nanna.blogmamma.it/2010/02/19/dove-far-dormire-il-neonato/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 10:40:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dormire bene]]></category>
		<category><![CDATA[Idee per la nanna]]></category>
		<category><![CDATA[Riposino pomeridiano]]></category>
		<category><![CDATA[Sonno]]></category>
		<category><![CDATA[Sonno neonati]]></category>
		<category><![CDATA[dormire]]></category>
		<category><![CDATA[neonati]]></category>

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Dove far dormire il neonato? Quando si è in gravidanza probabilmente sembra una scelta facile. Bastava trasformare la camera degli ospiti in una nursery, comprare un bel lettino con le sponde o magari farsi prestare la culla di vimini della nonna ed eccoci pronti ad accogliere in casa e nel nostro cuore il nuovo arrivato. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nanna.blogmamma.it/wp-content/uploads/2010/02/dove-far-dormire-il-neonato.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-379" title="dove-far-dormire-il-neonato" src="http://nanna.blogmamma.it/wp-content/uploads/2010/02/dove-far-dormire-il-neonato.jpg" alt="" width="450" height="299" /></a></p>
<p>Dove far dormire il neonato? Quando si è <strong>in gravidanza</strong> probabilmente <strong>sembra una scelta facile</strong>. Bastava trasformare la camera degli ospiti in una nursery, <a href="http://nanna.blogmamma.it/category/idee-per-la-nanna/lettini/" target="_blank">comprare un bel lettino con le sponde o magari farsi prestare la culla di vimini della nonna</a> ed eccoci pronti ad accogliere in casa e nel nostro cuore il nuovo arrivato. Ma in realtà non sempre le cose vanno così!<span id="more-378"></span></p>
<p><a href="http://nanna.blogmamma.it/category/disturbi-del-sonno/risvegli-notturni/" target="_blank">Quante volte capita di mettere il piccolo nel lettino, ma ecco che piange, il lettino sembra troppo grande per il suo corpicino</a>. Allora lo si adagia nella culla vicino al lettino, sperando che la trovi più intima, ma gli strilli di protesta continuano. Così si finisce per spingere la culla in camera da letto, convinte che il piccolo si calmerà vedendoci sdraiati accanto a lui. Ma nulla! <a href="http://nanna.blogmamma.it/2010/02/17/sonno-bambini-si-sveglia-e-vuole-venire-nel-lettone/" target="_blank">A questo punto lo si mette nel lettone con la speranza che si addormenti ma domandandoci se stiamo facendo la cosa giusta</a>.</p>
<p>La <strong>scelta del posto ideale per far dormire il bambino</strong> può rivelarsi una faccenda complicata, per non parlare di come convincerlo a collaborare. Molti genitori optano per un <strong>lettino con le sponde</strong>, certi che i ripari laterali terranno il loro piccolo al sicuro. Fiducia ben riposta, dal momento che i lettini di oggi rispondono a precise norme di sicurezza. Se il piccolo sembra perdersi nella vastità del lettino, rassicurarlo avvolgendolo in una coperta o mettendolo vicino a un angolo, in modo che la testolina sfiori il paracolpi.</p>
<p>Alcuni neonati sembrano trovarsi più a loro agio nello spazio ridotto di una <strong>culla</strong>. Anche questa è una buona scelta per i primi mesi, purchè la culla, per sicurezza,si possa bloccare. Papà e mamma apprezzano molto il fatto che la culla sia dotata di ruote che permettono di <strong>spostare il bambino da un punto all’altro della casa</strong> per il sonnellino e poi nella loro camera al momento di andare a letto, <a href="http://nanna.blogmamma.it/category/la-nanna-e-le-mamme/nanna-e-allattamento/" target="_blank">per averlo più vicino quando è il momento della poppata</a>.</p>
<p>Se si decide per la culla, potrebbe essere una buona cosa trasferirla nella camera del bambino intorno alle quattro-sei settimane di vita. Metterla via al più tardi al compimento del terzo mese. A quel punto il bambino sarà abbastanza cresciuto e la culla gli starà troppo stretta per risultare confortevole.</p>
<p><a href="http://nanna.blogmamma.it/category/sonno/riposino-pomeridiano/" target="_blank">Molto spesso, per il sonnellino del bambino, si tende ad utilizzare la sdraietta in modo da poterlo portare di stanza in stanza mentre dorme</a>. Ottima scelta se il piccolo non ha nessun problema a dormire nel suo lettino la notte. Al contrario sarebbe meglio usare costantemente il lettino, sia di giorno che di notte, perché ci si abitui. Mentre se il piccolo dovesse soffrire di reflusso gastroesofageo sarà meglio chiedere al pediatra <a href="http://nanna.blogmamma.it/category/idee-per-la-nanna/sdraiette/" target="_blank">se è consigliabile o meno che dorma nella sdraietta</a>.</p>

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