Archivio | La nanna e le mamme

Sonno mamme: è da prediligere la qualità piuttosto che la quantità!

Secondo un recente studio, in media, le neomamme riescono anche a dormire sette ore per notte. Un numero di ore che, di per sé, rientra nelle raccomandazioni per gli adulti e che quindi potrebbe essere adeguato. Ma perché allora le neomamme spesso risentono di disturbi legati alla mancanza di sonno, tra cui affaticamento sia mentale che fisico, depressione, ansia…? La risposta pare sia nella qualità del sonno e non nelle ore. Continua a leggere

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Nanna e mamma: l’esperienza di Ludovica

Penso che avere dei gemelli sia una vera e propria avventura per tutti quei genitori che hanno la fortuna di poterla vivere :) Si tratta di crescere contemporaneamente due piccoli cuccioli, che spessissimo nello stesso identico momento richiedono le stesse attenzioni, hanno le stesse necessità come mangiare e dormire che molto spesso sono da gestire contemporaneamente. Continua a leggere

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La nanna nel lettone rispecchia le insicurezze dei genitori?

Per molti genitori tenere il proprio piccolo nel lettone può sembrare il modo più semplice per fargli sentire tutto il proprio affetto e la propria protezione, ma si tratta di un’abitudine che poi è più difficile far cambiare. E’ importante che i genitori abbiano la consapevolezza che vi sono altri modi per trasmettere il proprio amore al bambino. Continua a leggere

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Il latte materno aiuta il bambino a prendere sonno

L’allattamento al seno porta benefici sia al neonato, sia alla madre. Infatti, come sottolineato dall’OMS, le madri perdono più velocemente il peso acquistato in gravidanza e hanno meno probabilità di sviluppare anemia, ipertensione, cancro al seno, osteoporosi e depressione post parto. Inoltre, la composizione del latte varia durante la giornata per rispondere alle esigenze del bambino, permettendo di fornirgli tutto ciò di cui ha bisogno nei primi sei mesi di vita. Continua a leggere

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Consigli per far smettere di chiedere il seno durante la notte

È molto frequente sentire mamme che si lamentano che il loro bambino continua a cercare il seno durante la notte anche oltre l’anno di vita. Non dipende dalla fame, ma dal fatto che il bimbo è unito da un legame troppo forte con la madre. Anche se il piccolo comincia a mangiare le varie pappe durante il giorno, non dimentica con facilità il seno che viene perciò richiesto durante la notte semplicemente come rassicurazione. Continua a leggere

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Filastrocche per la nanna: “La ninna-nanna del cielo” e “Fai la nanna bimbo amato”

Le ninne nanne fanno parte integrante dell’esperienza personale e tornano alla memoria con la nascita di un figlio. Ogni mamma conosce bene l’importanza delle ninne nanne, e del loro effetto tranquillante sui piccoli. Parlare al bambino, cantare, tenerlo in braccio, quando ne sente il bisogno, cullarlo, toccarlo, comunicare con lui significa dimostrargli affetto, tranquillizzarlo e prepararlo ad una buona nanna. Continua a leggere

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Nanna e mamme: l’esperienza di Maria

E’ importante istituire al più presto un rituale serale. Quando sono piccolissimi, i bambini, se sono stanchi, si addormentano ovunque e in qualunque momento, ma non sarà sempre così. Se dai 3 ai 6 mesi si crea un rito della buonanotte, questo si consoliderà nel momento in cui se ne avrà maggiormente bisogno. Ed a testimoniare questo oggi c’è l’esperienza di Maria, una delle neo fan de Il Blog della Nanna su Facebook. Dunque lascio a lei la parola… Continua a leggere

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Dormire poco dopo la nascita del bambino può essere causa di depressione post-partum

Si sa che dopo aver partorito un bambino la qualità del sonno diminuisce. E il sapere questo può influire sull’umore della neomamma e, potenzialmente, dar luogo a depressione post-parto. Infatti secondo uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Melbourne a Victoria (Australia) sembrerebbe che sebbene la gravidanza sia un momento gioioso ed emozionante, espone le neo mamme a molti fattori di stress, tra cui i disturbi del sonno.

I ricercatori coordinati dal dr. Bei hanno scoperto che dopo il parto il tempo soggettivo e oggettivo di sonno notturno è significativamente peggiorato, con una conseguente riduzione del tempo totale e della qualità del sonno stesso. Ma quello che, secondo i ricercatori, era maggiormente predittivo di eventuali disturbi dell’umore è la percezione soggettiva durante la giornata dei problemi correlati ai disturbi del sonno.

Lo studio, compiuto in due fasi, ha misurato il sonno e l’umore durante il terzo trimestre e una settimana dopo il parto di 44 donne sane a basso rischio per la depressione postpartum. L’età media delle partecipanti era 30 anni, con una percentuale variabile tra i 18 e i 41 anni. Il campione analizzato comprendeva 20 donne alla prima gravidanza e 24 madri con più di un figlio. La quasi totalità delle partecipanti era sposata o viveva un rapporto stabile.

Analizzando i dati, si è scoperto che il tempo totale soggettivo di sonno notturno è sceso da 437 minuti a 348 minuti, e la qualità soggettiva del sonno è scesa dal 79% al 66%. Diciassette di queste neomamme (il 46%) ha segnalato un abbassamento dell’umore. “Siamo stati sorpresi che, sebbene il sonno obiettivo non era irrilevante, la percezione soggettiva del sonno era molto più in rapporto con l’umore. Le donne che sono preoccupate per il sonno e/o il proprio stato d’animo dovrebbero parlare con gli operatori sanitari di terapia cognitivo-comportamentale, che è efficace per migliorare il sonno e l’umore”, ha sottolineato il dr. Bei

Quello che è apparso più evidente – fanno notare i ricercatori – è che l’associazione tra l’efficienza diurna e i problemi relativi al sonno notturno è quella che più ha inciso sull’umore delle donne dopo il parto. Il fatto che dopo il parto vi sia stato un crollo nella qualità e durata del sonno notturno rispetto al terzo trimestre di gravidanza, ha influito in misura rilevante sul sentirsi sveglie ed efficienti durante la giornata. I frequenti attacchi di sonnolenza diurna, anche se assecondati con un pisolino, non hanno migliorato la situazione e molte donne hanno vissuto questo disagio con un cambiamento d’umore.

Comunque lo studio non è stato in grado di stabilire se fosse la povertà di sonno a portare stress emotivo, o se era l’abbassamento di umore a causare una riduzione del sonno. Tuttavia, hanno suggerito che le donne con alti livelli di stress psicologico potrebbero percepire il loro sonno come ridotto in qualità e durata; questa percezione di disturbi del sonno durante la notte potrebbe esacerbare lo stress e la frustrazione soggettiva, creando così un potenziale circolo vizioso.

Fonte: lastampa.it

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Come convincere il bambino a lasciare il lettone

Dal lettone in cui è stato accolto senza riserve, il bambino, potendo agire di testa sua, forse non si allontanerebbe mai. Ma intorno ai tre anni qualsiasi bambino è pronto per apprezzare un proprio spazio, destinato al sonno e ad accogliere tutti i suoi giocattoli. E’ bene favorire questa inclinazione, così come è corretto assecondare ogni suo tentativo di indipendenza, cominciando, quindi, a proporgli di dormire nella sua camera. Continua a leggere

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Nanna e mamme: l’esperienza di Simona

Ancora una mamma che ci racconta la sua esperienza con la nanna del proprio bambino. Oggi è la volta di Simona e del suo piccolo Juri che si addormenta facilmente purchè la mamma lo culli e gli sussurri qualche dolce ninna nanna. La ninna nanna rafforza l’effetto del cullare favorendo la sincronizzazione tra respiro e ritmo cardiaco. Continua a leggere

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