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	<title>nanna.blogmamma.it &#187; Esperti di nanna</title>
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	<description>Il blog della Nanna</description>
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		<title>Coliche gassose: l’agopuntura come rimedio al pianto inconsolabile</title>
		<link>http://nanna.blogmamma.it/2011/12/15/coliche-gassose-l%e2%80%99agopuntura-come-rimedio-al-pianto-inconsolabile/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 16:44:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Disturbi del sonno]]></category>
		<category><![CDATA[Esperti di nanna]]></category>
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		<description><![CDATA[
Quante volte è capitato di sentir piangere il piccolo all’improvviso, un pianto inconsolabile! Le si prova tutte per cercare di calmarlo ma nulla, soprattutto nei primi mesi di vita del piccolo quando ancora lui non è in grado di farci capire se ha dolore e dove! 
Proprio in questo periodo il pianto inconsolabile solitamente è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://nanna.blogmamma.it/wp-content/uploads/2011/07/coliche-gassose-agopuntura.jpg"><img class="size-full wp-image-1876  aligncenter" title="coliche-gassose-agopuntura" src="http://nanna.blogmamma.it/wp-content/uploads/2011/07/coliche-gassose-agopuntura.jpg" alt="" width="450" height="324" /></a></p>
<p><a href="http://nanna.blogmamma.it/tag/pianto/" target="_blank">Quante volte è capitato di sentir piangere il piccolo all’improvviso, un pianto inconsolabile!</a> Le si prova tutte per cercare di calmarlo ma nulla, soprattutto nei primi mesi di vita del piccolo quando ancora lui non è in grado di farci capire se ha dolore e dove! <span id="more-1875"></span></p>
<p>Proprio in questo periodo <strong>il pianto inconsolabile solitamente è associato alle cosiddette colichette</strong>! Insomma<a href="http://nanna.blogmamma.it/2010/03/23/disturbi-del-sonno-le-coliche-gassose-dei-bambini/" target="_blank"> le classiche coliche gassose di cui quasi ogni bambino in tenera età soffre</a>!  E proprio <strong>per aiutare i genitori a consolare i propri bambini pare che venga in aiuto l’agopuntura</strong>!</p>
<p>Alcuni ricercatori svedesi dell’<em>Università di Lund</em>, coordinati da <em>Kajsa Landgren</em>, hanno esaminato 90 bambini sani per 6 settimane, suddivisi in due gruppi. Il primo gruppo è stato sottoposto ad un trattamento di agopuntura e il secondo no! Lo studio ha rilevato che <strong>nei bambini trattati con l’agopuntura</strong>, per due volte a settimana, <strong>la durata e l’intensità del pianto è stato inferiore</strong> rispetto all’altro gruppo di bambini!</p>
<p>Dunque secondo i ricercatori: <em>“…l’agopuntura minima ha accorciato la durata e ridotto l’intensità del pianto nei neonati con coliche. Ulteriori ricerche utilizzando diversi punti di agopuntura, tecniche di aghi e gli intervalli tra i trattamenti sono tuttavia necessarie…”</em>.</p>
<p>E i vostri bambini hanno sofferto di coliche gassose? Come le avete affrontate?</p>
<p>Immagini:<br />
askamum.co.uk</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Carenza di sonno? Attente a vuoti di memoria e dimenticanze!</title>
		<link>http://nanna.blogmamma.it/2011/09/27/carenza-di-sonno-attente-a-vuoti-di-memoria-e-dimenticanze/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 21:16:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dormire poco]]></category>
		<category><![CDATA[Esperti di nanna]]></category>
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		<category><![CDATA[mamma]]></category>
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		<description><![CDATA[
Dimenticanze, vuoti di memoria, scarsa reattività, sono gli effetti della carenza di sonno e chi meglio di noi mamme può saperlo   Un gruppo di ricercatori dell’università di Madison (Usa), guidati dall’italiano Giulio Tononi, hanno provato a spiegare il meccanismo di questi fenomeni in uno studio.
Sembra che il cervello se forzato a restare sveglio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://nanna.blogmamma.it/wp-content/uploads/2011/09/carenza-sonno-mamma.jpg"><img class="size-full wp-image-1905  aligncenter" title="carenza-sonno-mamma" src="http://nanna.blogmamma.it/wp-content/uploads/2011/09/carenza-sonno-mamma.jpg" alt="" width="450" height="276" /></a></p>
<p><strong>Dimenticanze, vuoti di memoria, scarsa reattività, sono gli effetti della carenza di sonno</strong> e <a href="http://nanna.blogmamma.it/tag/mamma/" target="_blank">chi meglio di noi mamme può saperlo</a> <img src='http://nanna.blogmamma.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Un gruppo di ricercatori dell’università di Madison (Usa), guidati dall’italiano Giulio Tononi, hanno provato a spiegare il meccanismo di questi fenomeni in uno studio.<span id="more-1904"></span></p>
<p>Sembra che il cervello se forzato a restare sveglio più a lungo, alcune aree possono “sconnettersi” (come durante il sonno), abbassando la soglia dell’attenzione e le prestazioni cognitive e quindi ecco che facilmente possiamo dimenticare dove abbiamo lasciato le chiavi o quando abbiamo cambiato il pannolino… <img src='http://nanna.blogmamma.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  Inoltre sembra che la regolare carenza di sonno provoca danni a lungo termine alle funzioni cognitive, deficit immunitari e addirittura squilibri metabolici che favoriscono obesità e diabete.</p>
<p>Come noi mamme sappiamo <a href="http://nanna.blogmamma.it/tag/neonati/" target="_blank">nei primi mesi di vita del bambino, è normale ed inevitabile un’alterazione del ritmo sonno-veglia</a> ed è per questo che <strong>è necessario e indispensabile recuperare le ore di sonno</strong>, <a href="http://nanna.blogmamma.it/tag/pisolino/" target="_blank">magari approfittando dei sonnellini del piccolo</a>.</p>
<p>E voi approfittavate dei pisolini dei vostri bambini per riposare?!</p>
<p>Immagini:<br />
donna.tuttogratis.it</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ninna Nanna bambini: cantarla anche se la mamma è stonata!</title>
		<link>http://nanna.blogmamma.it/2011/08/15/ninna-nanna-bambini-cantarla-anche-se-la-mamma-e-stonata/</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Aug 2011 16:48:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Canzoni per la nanna]]></category>
		<category><![CDATA[Esperti di nanna]]></category>
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Mettere a nanna il piccolo è uno dei momenti importanti nella quotidianità di mamma e bimbo! Ogni mamma con il proprio bambino ha le proprie abitudini, quasi riti prima della nanna e molto spesso la ninna nanna è d’obbligo! Prima perché, diciamolo…, a noi mamme piace canticchiare qualsiasi cosa ai nostri bambini, e poi perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://nanna.blogmamma.it/wp-content/uploads/2011/08/ninna-nanna-bambini-mamma.jpg"><img class="size-full wp-image-1901  aligncenter" title="ninna-nanna-bambini-mamma" src="http://nanna.blogmamma.it/wp-content/uploads/2011/08/ninna-nanna-bambini-mamma.jpg" alt="" width="443" height="362" /></a></p>
<p><a href="http://nanna.blogmamma.it/tag/dormire/" target="_blank">Mettere a nanna il piccolo è uno dei momenti importanti nella quotidianità di mamma e bimbo!</a><strong> Ogni mamma con il proprio bambino ha le proprie abitudini</strong>, quasi riti prima della nanna e molto spesso<strong> la ninna nanna è d’obbligo</strong>! Prima perché, diciamolo…, a noi mamme piace canticchiare qualsiasi cosa ai nostri bambini, e poi perché <strong>ai bambini piace ascoltare la voce della propria mamma!</strong><span id="more-1900"></span></p>
<p><strong>Ma se la mamma è un po’… stonata?!</strong> Bhè pare, secondo un recente studio, che al piccolo non interessa se la mamma sia stonata o abbia la voce di Whitney Houston … l<a href="http://nanna.blogmamma.it/category/prima-della-nanna/ninne-nanne/" target="_blank">’importante è che la ninna nanna sia cantata con tutto il suo cuore, il piccolo lo avverte!<br />
</a><br />
A sostenere questo è la dottoressa australiana <em>Alison Liew Creighton della University of Western di Sydney – Baby Lab research centre</em>, che insieme ad un gruppo di ricercatori hanno condotto<a href="http://nanna.blogmamma.it/tag/studio/" target="_blank"> uno studio per capire come la relazione madre/bambino sia influenzata dalle ninne nanne</a>.</p>
<p>Lo studio in questione ha coinvolto un gruppo di mamme a cui <a href="http://nanna.blogmamma.it/tag/canzoni/" target="_blank">è stato chiesto di cantare le stesse ninne ai propri bambini</a> monitorando il battito cardiaco e osservando il comportamento dei bambini, tutto questo proprio per capire quanto una ninna nanna cantata con amore possa influire sul legame mamma/figlio!</p>
<p>La dottoressa Creighton dichiara: <em>“Già sapevamo che il canto nel primo anno di vita costruisce il legame madre/bambino, che è il fondamento per lo sviluppo di un bambino. Non importa se si è stonata, la cosa più importante è che le mamme cantano in un modo che cattura l’attenzione del loro bambino e lo coinvolge…”</em></p>
<p>Dunque mamme niente paura se credete di essere stonate o di non riuscire a canticchiare a tempo la canzoncina preferita del piccolo…<strong> lui avverte che lo state facendo con tutto l’amore che avete nei suoi confronti e questo se lo ricorderà</strong> … per sempre! … Ve lo dico io che un’ugola d’oro proprio… non ce l’ho! <img src='http://nanna.blogmamma.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Immagini:<br />
ingleseprecoce.it</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cosleeping: dormire nel lettone con mamma e papà, ora si può!</title>
		<link>http://nanna.blogmamma.it/2011/07/27/cosleeping-dormire-nel-lettone-con-mamma-e-papa-ora-si-puo/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 16:40:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Disturbi del sonno]]></category>
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		<description><![CDATA[
Non so voi ma con il mio ometto più grande farlo dormire è sempre stato difficoltoso! Soprattutto quando abbiamo deciso che per lui era arrivato il momento di dormire nel lettino visto che nella culletta non ci stava più!  Piangeva per addormentarsi e quando, tra coccole, balli, canzoncine e tutto ciò che ci veniva in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://nanna.blogmamma.it/wp-content/uploads/2011/07/cospleeping-dormire-nel-lettone-mamma-papà.jpg"><img class="size-full wp-image-1886  aligncenter" title="cospleeping-dormire-nel-lettone-mamma-papà" src="http://nanna.blogmamma.it/wp-content/uploads/2011/07/cospleeping-dormire-nel-lettone-mamma-papà.jpg" alt="" width="427" height="285" /></a></p>
<p><a href="http://nanna.blogmamma.it/tag/dormire/" target="_blank">Non so voi ma con il mio ometto più grande farlo dormire è sempre stato difficoltoso!</a> Soprattutto quando abbiamo deciso che per lui era arrivato il momento di dormire nel lettino visto che nella culletta non ci stava più!  Piangeva per addormentarsi e quando, tra coccole, balli, canzoncine e tutto ciò che ci veniva in mente, finalmente cadeva tra le braccia di morfeo riusciva a dormire per 3 ore circa e dopo si ricominciava! Vi giuro che è stato davvero difficile! <span id="more-1885"></span></p>
<p><a href="http://nanna.blogmamma.it/tag/genitori/" target="_blank">Siamo andati avanti per qualche giorno cercando di capire, da genitori “inesperti” cosa potessimo fare per cercare di aiutarlo ad addormentarsi sereno</a> e dormire il più possibile e soprattutto far riposare noi un po’! Lo abbiamo capito… <strong>a letto con mamma e papà si faceva certe scorpacciate di sonno </strong>… che nemmeno potete immaginare <img src='http://nanna.blogmamma.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><a href="http://nanna.blogmamma.it/tag/cosleeping/" target="_blank">Non sempre il cosleeping ha riscontrato l’approvazione di pediatri e psicologi</a> ma oggi una nuova ricerca della <em>Stony Brook Univerity di New York</em>, sostiene che <strong>per i bambini dormire nel lettone con mamma e papà non ha nessuna controindicazione</strong>.</p>
<p>Per arrivare a ciò sono state esaminate 944 coppie con bambini di un anno tenendo sotto controllo per un periodo le loro abitudini legate al sonno ma anche la situazione psicologica ed è emerso che <strong>i bambini che hanno dormito nel lettone sono cresciuti “bene” rispetto a quelli che erano abituati a dormire da soli</strong>. La coordinatrice dello studio, la dottoressa <em>Lauren Hale </em>ha dichiarato: <em>“Madri dello stesso livello sociale educano i bambini esattamente nello stesso modo indipendentemente dal fatto di farli dormire con sé o no”</em>.</p>
<p><a href="http://nanna.blogmamma.it/category/disturbi-del-sonno/sids/" target="_blank">Il cosleeping è considerato anche uno dei rischi della morte improvvisa del lattante che colpisce i piccoli soprattutto entro il primo anno di vita</a> e proprio per questo l’Associazione americana di pediatria si è sempre schierata contro! Ma la dottoressa Hale tiene a precisare che <em>“&#8230;la scoperta non è in contrasto con queste raccomandazioni, perché lo studio si è concentrato soprattutto su bambini che avevano già compiuto l’anno di età”</em>.</p>
<p>E voi care mamme come avete abituato i vostri bambini?! <strong>Cosleeping si o no?!</strong> Io resto sempre del parere che, come in ogni cosa, c’è sempre la giusta via di mezzo! Nel senso che non condivido lo schierarsi solo ed esclusivamente da una parte, ma ciò che credo sia importante è essere in grado di ascoltare ciò che i nostri piccoli ci comunicano e fare sempre ciò che è bene per loro, senza dimenticarsi mai che siamo anche una coppia <img src='http://nanna.blogmamma.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Immagini:<br />
topics.info.com</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mamma e papà litigano? Il neonato li sente anche se dorme!</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jul 2011 14:35:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Capita qualche volta (ma solo qualche volta&#8230; giuro   ) di arrabbiarsi, innervosirsi con il proprio partner durante il giorno ed eventualmente di rimandare la discussione a quando il piccolo dorme, così non ci sente! Perché non vogliamo che assistano ai nostri litigi anche se piccolissimi! Ma attenzione! Secondo uno studio inglese il bambino, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://nanna.blogmamma.it/wp-content/uploads/2011/07/bambino-dorme.jpg"><img class="size-full wp-image-1872  aligncenter" title="83296976" src="http://nanna.blogmamma.it/wp-content/uploads/2011/07/bambino-dorme.jpg" alt="" width="449" height="281" /></a></p>
<p>Capita qualche volta (ma solo qualche volta&#8230; giuro <img src='http://nanna.blogmamma.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  ) di<a href="http://nanna.blogmamma.it/tag/genitori/" target="_blank"> arrabbiarsi, innervosirsi con il proprio partner durante il giorno</a> ed eventualmente di <strong>rimandare la discussione a quando il piccolo dorme</strong>, così non ci sente! Perché non vogliamo che assistano ai nostri litigi anche se piccolissimi! Ma attenzione! Secondo uno studio inglese <strong>il bambino, già dall’età di tre mesi, è in grado di percepire il litigio anche se sta dormendo</strong>!<span id="more-1871"></span></p>
<p>Lo studio è stato condotto dai ricercatori del <em>King’s College London</em>, guidati dal dottor <em>Declan Murphy</em> ed i risultati pubblicati su <em>Current Biology</em>! E’ stato tenuto sotto osservazione, tramite una risonanza magnetica funzionale, il cervello di 21 neonati mentre dormivano fotografando così le reazioni dei piccoli cervelli a rumori esterni, umani e non!</p>
<p>Il risultato è stato che di fronte a voci, starnuti e risate nel lobo temporale si ha un’attività diversa di quando i suoni non hanno un’origine umana. Quindi<strong> i piccoli oltre a riconoscere la voce di mamma e papà ne distinguono anche le parole</strong>! In più i piccoli sono capaci di riconoscere quando le parole esprimono negatività o positività!</p>
<p>Dunque care mamme e papà <a href="http://nanna.blogmamma.it/tag/dormire/" target="_blank">se proprio dobbiamo litigare tra di noi vediamo di farlo lontano dai piccoli anche se stanno facendo la nanna</a>! Voi come vi comportate di solito?</p>
<p>Immagini:<br />
telegraph.co.uk</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Estate e sonno bambini: anche in vacanza i bambini devono dormire almeno 9 ore!</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jul 2011 09:46:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Estate, caldo, sole, belle giornate e tante ore di luce in più! Ed è quasi inevitabile che le ore di sonno di noi adulti ma anche dei più piccoli diminuiscano sì perché si tende ad andare a letto più tardi, le scuole sono finite, si è in vacanza ed è più facile la sera ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nanna.blogmamma.it/wp-content/uploads/2011/07/sonno-bambini-vacanza.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1869" title="sonno-bambini-vacanza" src="http://nanna.blogmamma.it/wp-content/uploads/2011/07/sonno-bambini-vacanza.jpg" alt="" width="450" height="270" /></a></p>
<p><a href="http://nanna.blogmamma.it/tag/vacanze/" target="_blank">Estate, caldo, sole, belle giornate e tante ore di luce in più!</a> Ed è quasi inevitabile che le ore di sonno di noi adulti ma anche dei più piccoli diminuiscano sì perché<strong> si tende ad andare a letto più tardi</strong>, le scuole sono finite, si è in vacanza ed è più facile la sera ci si trattenga in giro un po’ di più! Poi la mattina dopo bisogna alzarsi per andare al mare… e così inevitabilmente anche<strong> i nostri bambini tendono a dormire meno ore rispetto al solito</strong>!<span id="more-1868"></span></p>
<p>Ma alcuni esperti statunitensi avvertono che<strong> anche durante le vacanze i bambini devono assolutamente riuscire a dormire nove ore per notte </strong>per evitare di sconvolgere i loro ritmi circadiani! Soprattutto negli adolescenti è necessario che le ore di sonno vengano rispettate perché la carenza di sonno può causare irritabilità, rischio di incidenti, difficoltà di concentrazione e apprendimento ed in alcuni può anche portare a sintomi depressivi.</p>
<p>La professoressa <em>Maria Muscari</em> della <em>School of Nursing Decker </em>presso la <em>Binghamton University di New York</em> ha pubblicato recentemente la guida: <em>“Let Kids be Kids: Rescuing Childhood”</em> proprio <strong>per ricordare l’importanza di abituare e far mantenere sin da piccoli uno stile di vita salutare</strong>! La dottoressa infatti dichiara: <em>“Miglior sonno significa bambini più felici. Per un po’ potete concedere al vostro bambino di andare a letto più tardi bilanciandolo con un alzarsi più tardi, ma attenetevi a un programma normale per evitare di disturbare i modelli di sonno. Stabilire poi un programma di sonno vacanziero facilita l’assunzione per i vostri figli di un programma di sonno scolastico, soprattutto se si inizia almeno una settimana prima”</em>.</p>
<p><a href="http://nanna.blogmamma.it/category/sonno/sonno-bambini/" target="_blank">Tutto questo è molto più semplice con i più piccoli che facilmente riprendono i ritmi autunnali e invernali soprattutto con l’inizio della scuola</a>. Con gli adolescenti invece sembra che sia un po’ più complicato a causa dei continui cambiamenti ormonali che naturalmente facilitano l’andare a letto più tardi portando i giovincelli anche a svegliarsi più tardi la mattina! Dunque regole ferree anche a loro… quando è possibile <img src='http://nanna.blogmamma.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>I miei piccoli hanno cominciato a ritardare l’ora della nanna da quando la scuola è finita e chissà perché tendono a svegliarsi prima la mattina! <a href="http://nanna.blogmamma.it/category/sonno/riposino-pomeridiano/" target="_blank">La più piccola ormai sembra che il pisolino pomeridiano proprio non ne voglia sapere di farlo</a>, ma aspetto di partire per le vacanze dove tra sole, mare al mattino e “ore piccole” la sera sono sicura che al pomeriggio mi chiederà di andare a nanna… infatti, durante le vacanze dai nonni, siamo soliti un po’ tutti in famiglia di fare la pennichella pomeridiana, la trovo ristoratrice e aiuta i piccoli in qualche modo a rigenerarsi per il resto della giornata!</p>
<p>E voi come vi comportate durante le vacanze? Avete orari regolari o permettete ai più piccoli qualche strappo alla regola?</p>
<p>Immagini:<br />
holidaycottages.co.uk</p>
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		<title>Il cuscino, bisognerebbe cambiarlo ogni due anni</title>
		<link>http://nanna.blogmamma.it/2011/06/24/il-cuscino-bisognerebbe-cambiarlo-ogni-due-anni/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 13:57:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperti di nanna]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
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Ormai penso siamo vicini alla fobia! Dai cetrioli alla lavastoviglie, sembra che i germi patogeni ormai siano dappertutto! Infatti pare proprio che anche il cuscino sia un ricettacolo di questi geni, soprattutto se lo si usa da più di due anni!
Infatti pare secondo gli scienziati del St Bartholomew’s Hospital (Barts) di Londra in collaborazione con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://nanna.blogmamma.it/wp-content/uploads/2011/06/sonno-bambino-cuscino.jpg"><img class="size-full wp-image-1858  aligncenter" title="sonno-bambino-cuscino" src="http://nanna.blogmamma.it/wp-content/uploads/2011/06/sonno-bambino-cuscino.jpg" alt="" width="434" height="310" /></a></p>
<p>Ormai penso siamo vicini alla fobia! Dai cetrioli alla lavastoviglie, <strong>sembra che i germi patogeni ormai siano dappertutto</strong>! Infatti pare proprio che anche il cuscino sia un ricettacolo di questi geni, soprattutto se lo si usa da più di due anni!<span id="more-1857"></span></p>
<p>Infatti pare secondo gli scienziati del <em>St Bartholomew’s Hospital (Barts)</em> di Londra in collaborazione con il Servizio Sanitario Nazionale, che <strong>il cuscino dopo i due anni diventa uno dei luoghi in cui gli agenti patogeni, portatori di malattie, amano albergare</strong>! Sono stati esaminati alcuni cuscini e pare che dopo due anni di utilizzo diventino habitat naturale per acari della polvere, secrezioni e feci di questi animali, ma è possibile trovarci all’interno anche pelle morta, residui di saliva e batteri di diversa natura.</p>
<p>Dunque pare da queste rivelazioni che<a href="http://nanna.blogmamma.it/speciali/speciale-prevenire-e-curare-allergie-e-malattie-respiratorie/" target="_blank"> i cuscini sono accusati di favorire la diffusione di alcune infezioni</a> tra cui quella dello Stafilococco aureo e il coordinatore dello studio infatti consiglia di <strong>sostituire periodicamente il cuscino</strong>, anche se è di quelli antiacaro!</p>
<p>Voi avete l’abitudine di sostituire il cuscino?</p>
<p>Immagini:<br />
anticabottegadelricamo.it</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Allattare al seno contro rischio SIDS</title>
		<link>http://nanna.blogmamma.it/2011/06/22/allattare-al-seno-contro-rischio-sids/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 14:51:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Disturbi del sonno]]></category>
		<category><![CDATA[Esperti di nanna]]></category>
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		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
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Nuovo studio secondo il quale allattare i bambini al seno può aiutare a ridurre il rischio SIDS o comunemente conosciuta come sindrome della morte in culla. Si sa che allattare al seno il proprio bambino ha dei benefici immensi sia per il piccolo che per la mamma ma pare che ci sia un nuovo buon [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://nanna.blogmamma.it/wp-content/uploads/2011/06/allattare-al-seno-contro-rischio-sids.jpg"><img class="size-full wp-image-1863  aligncenter" title="42-16349646" src="http://nanna.blogmamma.it/wp-content/uploads/2011/06/allattare-al-seno-contro-rischio-sids.jpg" alt="" width="400" height="289" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Nuovo studio secondo il quale <a href="http://nanna.blogmamma.it/category/disturbi-del-sonno/sids/" target="_blank">allattare i bambini al seno può aiutare a ridurre il rischio SIDS o comunemente conosciuta come sindrome della morte in culla</a>. Si sa che <strong>allattare al seno il proprio bambino ha dei benefici immensi sia per il piccolo che per la mamma</strong> ma pare che ci sia un nuovo buon motivo per farlo sempre più spesso! <span id="more-1862"></span></p>
<p>I ricercatori del <em>Dipartimento di Medicina di Famiglia</em> presso l’<em>Università della Virginia</em> a Charlottesville (Usa), coordinati dal dottor <em>Fern Hauck</em>, hanno scoperto che <strong>l’allattamento al seno riduce il rischio di SIDS fino al 73%</strong> soprattutto se il bambino è allattato esclusivamente al seno senza aggiunte con latte artificiale.</p>
<p>Il dottor Hauck ha esaminato altri 288 studi sull’argomento e dichiara sulle pagine di Pediatrics: <em>“L&#8217;allattamento al seno in qualsiasi misura e di qualsiasi durata è di protezione contro la SIDS”</em> ed è questo il resoconto degli studi condotti tra il 1966 e il 2009 da cui analizzando diversi fattori si è evidenziato che i neonati che erano allattati al seno per più di 2 mesi c’era il 62% che sarebbe morti a causa della SIDS! Mentre per i bambini che erano stati allattati al seno per un tempo maggiore il rischio scendeva fino al 73%</p>
<p>Il dottor Hauck infatti dichiara:<em> “Questo risultato è piuttosto eccezionale! È una riduzione molto grande del rischio. Questi risultati indicano che l’allattamento al seno è fortemente protettivo contro la SIDS. E l’allattamento al seno esclusivo conferisce la massima protezione.”</em> suggerendo anche la possibilità che altri ricercatori portino la loro attenzione e i loro studi sull’argomento in modo da riuscire a prevenire malattie o eventi spiacevolissimi come la SIDS!</p>
<p>Insomma,<a href="http://nanna.blogmamma.it/category/la-nanna-e-le-mamme/nanna-e-allattamento/" target="_blank"> ancora una volta l’allattamento al seno si conferma indispensabile per la salute dei più piccoli</a>! <img src='http://nanna.blogmamma.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Immagini:<br />
farman.it</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il sole protegge i bambini dall’asma</title>
		<link>http://nanna.blogmamma.it/2011/06/01/il-sole-protegge-i-bambini-dall%e2%80%99asma/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 13:58:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Disturbi del sonno]]></category>
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		<category><![CDATA[pisolino]]></category>
		<category><![CDATA[studio]]></category>

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		<description><![CDATA[
L’asma è una delle malattie che può provocare disturbi del sonno nei bambini e con cui il piccolo che ne è affetto deve imparare a convivere per molti anni! Ma sembra da un recente studio spagnolo che l’esposizione al sole potrebbe proteggere i bambini dall’asma!
Infatti il dottor Alberto Arnedo-Pena, epidemiologo presso la Sanità Pubblica Centro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://nanna.blogmamma.it/wp-content/uploads/2011/06/sole-asma-bambini-vitamina-d.jpg"><img class="size-full wp-image-1839  aligncenter" title="sole-asma-bambini-vitamina-d" src="http://nanna.blogmamma.it/wp-content/uploads/2011/06/sole-asma-bambini-vitamina-d.jpg" alt="" width="450" height="243" /></a></p>
<p><a href="http://nanna.blogmamma.it/2010/03/08/le-malattie-che-disturbano-il-sonno/" target="_blank">L’asma è una delle malattie che può provocare disturbi del sonno nei bambini</a> e con cui il piccolo che ne è affetto deve imparare a convivere per molti anni! Ma sembra da un recente studio spagnolo <strong>che l’esposizione al sole potrebbe proteggere i bambini dall’asma!</strong><span id="more-1838"></span></p>
<p>Infatti il dottor<em> Alberto Arnedo-Pena</em>, epidemiologo presso la <em>Sanità Pubblica Centro di Castellón in Spagna</em>, sostiene che troppo sole fa male, perché, come tutti sappiano, può provocare il cancro della pelle, ma è altrettanto vero che<strong> troppa poca esposizione al sole può provocare seri danni alla salute</strong>, tra cui l’asma. Dunque il giusto, come in tutte le cose, sarebbe la giusta via di mezzo!</p>
<p>La ricerca coordinata dal professor <em>Luis Garcia Marcos</em> dell’<em>Università di Murcia</em> e che faceva parte dell’<em>Internationa Study of Asthma and Allergies in Childhood</em> evidenzia come i <strong>bambini che vivono nelle città soprattutto quelle del nord dove sono esposti a minore esposizione solare sono a maggior rischio di soffrire di asma</strong> a causa proprio delle ridotte ore di luce solare.</p>
<p>Infatti pare che nei bambini esaminati che soffrivano di asma ci fosse una<strong> carenza di vitamina D</strong>, che per il 90% la si acquisisce direttamente dall’esposizione solare e la maggior parte dei bambini con carenza di questa vitamina vivevano proprio in città del Nord!</p>
<p>Arnedo-Pena dichiara: <em>“Anche se abbiamo bisogno di più studi a tema &#8211; questa ipotesi non ha nemmeno cinque anni &#8211; è chiaro che un livello medio di esposizione al sole è importante per l&#8217;assimilazione della vitamina D, un composto che è estremamente importante nel prevenire malattie come l&#8217;asma , la tubercolosi e altre malattie infettive”<br />
</em><br />
Ecco dunque mamme cosa significa quando i nostri pediatri, anche se in pieno inverno, ci dicono di <a href="http://nanna.blogmamma.it/tag/pisolino/" target="_blank">portare comunque a spasso i bambini approfittando magari del loro pisolino mattutino o pomeridiano</a>, serve al piccolo a favorire la sintesi della vitamina D!</p>
<p>Immagini:<br />
kimblo.com</p>
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		<title>Causa sonnambulismo? Probabilmente un gene!</title>
		<link>http://nanna.blogmamma.it/2011/02/28/causa-sonnambulismo-probabilmente-un-gene/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Feb 2011 10:45:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Disturbi del sonno]]></category>
		<category><![CDATA[Esperti di nanna]]></category>
		<category><![CDATA[studio]]></category>

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		<description><![CDATA[
Abbiamo già parlato del sonnambulismo, malattia che coinvolge il 10% dei bambini, di cosa fare e cosa evitare di fare. Di solito i sonnambuli si alzano durante la notte e cercano di ripetere alcune delle azioni più comuni che di frequente si fanno durante la giornata, mettendo a volte anche in pericolo la propria incolumità! [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://nanna.blogmamma.it/wp-content/uploads/2011/02/causa-sonnambulismo-cromosoma-difetto.gif"><img class="size-full wp-image-1738  aligncenter" title="causa-sonnambulismo-cromosoma-difetto" src="http://nanna.blogmamma.it/wp-content/uploads/2011/02/causa-sonnambulismo-cromosoma-difetto.gif" alt="" width="349" height="345" /></a></p>
<p><a href="http://nanna.blogmamma.it/2010/08/13/disturbi-del-sonno-come-aiutare-il-bambino-sonnambulo/" target="_blank">Abbiamo già parlato del sonnambulismo, malattia che coinvolge il 10% dei bambini, di cosa fare e cosa evitare di fare</a>. Di solito i sonnambuli si alzano durante la notte e <strong>cercano di ripetere alcune delle azioni più comuni che di frequente si fanno durante la giornata</strong>, mettendo a volte anche in pericolo la propria incolumità! Per questo motivo vanno tenuti sempre sotto controllo! Molto spesso però vederli girovagare per casa mette ilarità! Le cause del sonnambulismo in realtà non sono ancora certe ma <strong>un recente studio attribuisce la causa del sonnambulismo ad un gene</strong>!<span id="more-1737"></span></p>
<p>Infatti sembra che <strong>un difetto genetico del cromosoma 20, facilmente trasmissibile attraverso il Dna da padre in figlio, sia alla base del sonnambulismo</strong>! La scoperta è stata fatta da un gruppo di ricercatori della <em>Washington University School of Mecidine</em> guidati dalla prof.ssa <em>Christina Gurnett</em> e pubblicata sulla rivista scientifica <em>Neurology</em>.</p>
<p><a href="http://nanna.blogmamma.it/2010/04/19/disturbi-del-sonno-sonnambulismo-nei-bambini/" target="_blank">E’ stato esaminato il codice genetico di una famiglia di sonnambuli per generazione</a> e anche se i geni coinvolti devono essere ancora identificati tutti con precisione, i ricercatori possono però affermare che la base genetica del sonnambulismo si trovi proprio su un segmento del cromosoma 20 e che è quasi sicuramente coinvolto il gene dell’adenosina deaminasi, già noto per chi soffre di sonnambulismo.</p>
<p>I ricercatori dunque <strong>sperano di arrivare il prima possibile a definire la causa del sonnambulismo per riuscire a identificarne una cura</strong> e la prof. Gurnett dichiara: <em>“Non sappiamo ancora quali dei geni presenti in questa regione sul cromosoma 20 sono responsabili del disturbo. Scoprirli ci potrebbe aiutare a identificare e trattare questa condizione”</em>.</p>
<p>Immagini:<br />
nanna.blogmamma.it</p>
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