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Enuresi notturna, come affrontarla

Boy Sleeping On Bunk Bed

Oggi parliamo di enuresi notturna, la pipì a letto, per intenderci. Vi siete mai trovati ad affrontare questa situazione con i vostri bambini? Come vi siete comportati?

Ci sono alcune cose che è bene sapere sull’enuresi notturna per vivere il suo verificarsi con una maggiore serenità. Prima di tutto si ritiene che i bambini raggiungano il controllo della vescica intorno ai 5 anni d’età. Solo dopo tale età si può quindi parlare di enuresi notturna, ovvero di rilascio involontario d’urina durante la notte.

Si parla di disturbo e non di malattia ed è importante sapere che questa condizione è dovuta ai diversi ritmi di crescita dei bambini. Inoltre, tranne in rari casi, in cui invece si scopre essere legata ad anomalie fisiche, l’enuresi si risolve spontaneamente. Ma cosa fare quando ci siamo dentro?

La pipì a letto mette in difficoltà adulti e bambini. I piccoli sono infatti in un’età in cui possono provare imbarazzo, senso di fallimento e vergogna di fronte all’evidenza di non essere riusciti a controllarsi e aver bagnato il letto un’altra volta.

I grandi devono fare uno sforzo in più per cercare di tranquillizzare i loro bambini, mettere da parte la stanchezza e la frustrazione e cercare di incoraggiare i successi senza punire gli insuccessi.

Tenere a mente che è solo una fase e si risolverà spontaneamente è di certo d’aiuto, ma ancora di più lo sono piccoli stratagemmi per attraversare indenni questo periodo, perché ricordiamo che di “periodo” si tratta, breve o meno che sia.

A parte poche regole di buonsenso, come evitare eccessivi liquidi subito prima della nanna e il passaggio obbligato dal bagno prima di andare a letto, ci sono alcuni accorgimenti che potrebbero rendere meno traumatica questa fase.

  • Preparare il letto del piccolo in maniera adeguata, ovvero a strati, può essere un inizio: lenzuolo, traversa, lenzuola, traversa e un cambio pulito per il piccolo a portata di mano. Questo vi permetterà di  impiegare meno tempo possibile in caso di incidenti notturni e tornare tutti a letto in breve tempo.
  • Utilizzare mutandine assorbenti. Certamente più comode e discrete del pannolino, sono assimilabili alle mutande classiche con l’aggiunta di una parte assorbente.
  • Creare un rituale serale. Gli esperti sostengono che questo rassicura il piccolo prima della nanna e può essere un valido aiuto.  Ne abbiamo parlato più volte, di come il rito della buonanotte sia importante, e oggi lo confermiamo dunque per un  motivo in più.

Ma la cosa più importante, e anche forse la più difficile, è di certo quella di non fare diventare l’enuresi notturna un problema. È una fase legata alla crescita e col tempo si risolverà spontaneamente. Bisogna ripeterselo ogni volta, anche se non sempre sarà facile crederci davvero, soprattutto quando nel cuore della notte vi troverete a rassicurare il vostro bimbo quando di sicurezze parrà anche a voi di non averne.

Pazienza, coccole, attenzioni, gioire dei successi e incoraggiare il  piccolo di fronte agli insuccessi. Che poi sono regole che valgono per l’enuresi notturna ma anche per tutto quello che riguarda la crescita dei propri piccoli.

E voi avete esperienza in merito?

 

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