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Notti serene? Attenzione a temperatura e umidità

Baby and humidifier

Arriva un marmocchio in casa e tutto quello di cui eravate sicuri, o che non destava alcun quesito nelle vostre menti, viene inevitabilmente messo in discussione.

Per fare un esempio: vi siete mai chiesti, prima di diventare genitori, quale fosse la temperatura giusta della camera da letto o quale il corretto tasso d’umidità? Ecco, io no. Alla prima visita il pediatra ci fece una lezione sulle buone norme da tenere in casa per dormire bene. Eravamo tutti molto impreparati.

Il primo passo fu acquistare un umidificatore.

Prima dell’arrivo di mia figlia, soprattutto durante la settimana, in casa ci si stava poco e niente. Programmavamo il riscaldamento in base ai nostri orari di lavoro e usavamo gli umidificatori in ceramica appesi a ogni calorifero, controllando che l’acqua non si esaurisse mai. Termosifoni accesi poche ore al giorno, e umidità creata dall’umidificatore per caloriferi, erano sufficienti a trascorrere le notti respirando serenamente.

Poi è arrivata lei e, come vi dicevo, con un neonato in casa, specie se il primo, tutte le certezze crollano e l’apprensione va alle stelle. A volte per proteggere commettiamo degli errori. La mia bambina è nata alla fine di novembre durante giorni di freddo, neve e gelo. In casa, al rientro dall’ospedale, la tentazione è stata subito quella di alzare i riscaldamenti perché non avesse freddo. Giusto? No, sbagliato.

La temperatura ideale, soprattutto nelle camere da letto, non deve mai superare i 20 gradi. Ma non solo. Per permettere ai piccoli (ma anche agli adulti) di respirare bene durante la notte è necessario che l’aria non sia secca. La giusta percentuale di umidità dovrebbe essere 35-45%. L’aria secca irrita infatti le mucose rendendo il respiro più difficoltoso e stimolando l’insorgere della tosse. È qui che interviene infatti l’umidificatore.

Per la sua cameretta abbiamo scelto un modello semplicissimo. Si trattava di un umidificatore a freddo a ultrasuoni, sicuro quindi e piuttosto silenzioso.

Rispetto ad allora gli apparecchi in commercio sono di certo più evoluti. Ora si possono scegliere anche umidificatori digitali che oltre a umidificare l’aria la purificano. Molti modelli hanno poi funzioni avanzate e permettono di regolare il flusso di vapore, di programmare accensione e spegnimento , di utilizzare olii essenziali ma, soprattutto, di stabilire la percentuale di umidità desiderata e verificare costantemente la temperatura.

Che decidiate o meno di acquistare un umidificatore per la cameretta dei vostri piccoli, ci sono comunque alcuni accorgimenti da tenere presenti:

-          non tenere alti i riscaldamenti: la temperatura ottimale è tra i 18 e i 20 gradi

-          programmare, se potete, gli orari di accensione e spegnimento dei caloriferi in maniera consona alla vostra reale permanenza in casa

-          umidificare l’aria per raggiungere il giusto grado di umidità, ovvero 35-45% (l’aria secca stimola l’insorgere della tosse e può provocare difficoltà respiratorie)

-          pulire bene il nasino del vostro piccolo prima di coricarsi (i lavaggi nasali sostituiscono l’uso del fazzoletto finché i piccoli non sono in grado di soffiarsi il naso)

-          cambiare l’aria in tutti gli ambienti spesso, anche in inverno: non c’è peggior nemico della respirazione che l’aria viziata.

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