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Fasciare i neonati

Pregnant woman wrapped in veil

Qualche tempo fa vi ho parlato del riflesso di Moro accennando a come, per evitare le conseguenze antipatiche di questo riflesso naturale, per un periodo abbiamo usato fasciare la nostra bambina.

Se in passato questa pratica era legata a presunti benefici fisici (prevalentemente si pensava che la fasciatura consentisse di raddrizzare gli arti) ai giorni nostri fasciare i neonati ha principalmente lo scopo di rassicurarli contenendoli.

L’obiettivo è un po’ di ricreare quel senso di avvolgimento che il neonato ha sperimentato nella pancia della mamma e che, appena nato, viene a mancare.

Studi recenti hanno poi ipotizzato che la fasciatura contrasti anche le coliche renali e faciliti addirittura lo sviluppo motorio. Per quella che è la mia esperienza personale la fasciatura ha fatto molto poco contro le coliche. Per quanto riguarda invece la nanna devo dire che è stata una vera benedizione.

Oggi, rispetto ad allora, esistono diversi prodotti in commercio per fasciare i neonati. Noi abbiamo sempre usato lenzuolini o copertine molto leggere con ottimi risultati. L’importante è utilizzare materiali adatti, che siano naturali e traspiranti, verificando che il bambino non senta caldo.

Ma come fasciare un neonato? Provo a spiegarvelo in poche parole, raccontandovi come facevamo noi. Per la dimostrazione fotografica ci siamo avvalsi di un valido aiutante: il bambolotto preferito di mia figlia!

Prima di tutto disponevamo il lenzuolino (quelli da culla sono perfetti come dimensioni purché siano piuttosto elastici) disteso sul letto. Poggiavamo la piccola (ovviamente sulla schiena) al centro del lato più lungo in modo che spalle e testa rimanessero fuori (foto 1). Poi ripiegavamo il lembo sinistro sopra la piccola e lo facevamo finire sotto la sua schiena (foto 2). Lo stesso facevamo poi con il lembo destro del lenzuolo (foto 3): lo passavamo sopra di lei e lo ripiegavamo all’interno dietro la sua schiena (foto 4).

1 2 3 4

Alcuni aspetti importanti da tenere presente:

-      la temperatura: il piccolo non deve sudare perciò, oltre a usare materiali idonei, vestitelo adeguatamente per la nanna

-      controllate che la fasciatura sia stretta quanto basta per contenere, ma non troppo stretta. Le braccia devono rimanere accanto al corpo in linea con le spalle (che non devono quindi piegarsi all’interno)

-      la fasciatura deve essere fatta per rilassare il piccolo e permettergli una nanna serena. Va da sé che fasciarlo mentre sta piangendo disperatamente non avrebbe senso.

Il periodo delle nanne fasciate non è durato moltissimo. Appena i movimenti diventano più decisi la fasciatura non regge a lungo. Ma a quel punto il piccolo sarà anche più grande, il riflesso di Moro scomparirà lentamente e non avrete più necessità di fasciare il vostro bambino prima della nanna.

 

 

 

 

 

 

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3 risposte a “Fasciare i neonati”

  1. Valeria Campana scrive:

    E’ bello vedere come si sentono protetti dentro la fascia, anche con la mia bimba funzionava benissimo (soprattutto se al di là della fascia o del marsupio c’era la pelle di mamma ovviamente).

  2. Marianna scrive:

    Non ho avuto occasione di sperimentare la fasciatura, ma quando Clara era piccolissima, quando era più agitata e nervosa del solito, funzionava metterla in fascia!

  3. chizzocute scrive:

    Non posso che essere d’accordo con questo post. Ancora oggi che Andrea ha 5 mesi e mezzo, quando è stanco e non riesce ad addormentarsi lo avvolgo nella copertina di mussola utilizzata per fasciarlo da piccolo. Lui si sente avvolto e protetto ed in pochi minuti si addormenta.

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