Disturbi del sonno: i vermi intestinali

I vermi intestinali sono piuttosto diffusi nei bambini e, durante la fase matura ed espulsiva, possono produrre prurito molto intenso nella zona anale. Più o meno associati alle manifestazioni locali si osservano comunque agitazione e risvegli notturni a volte accompagnati da incubi.

I vermi intestinali sono parassiti che possono attaccare l’uomo, insediandosi nell’intestino. Sono molto comuni nei bambini fra i 2 e i 3 anni perché in questo periodo il bambino comincia a camminare entrando in contatto con l’ambiente circostante, con erba e terreno, soprattutto se gioca all’aperto. Quando sono piccoli, poi, i bambini si portano spesso le mani alla bocca, e quest’abitudine aumenta il rischio di ingerire involontariamente le uova dei parassiti.

I vermi più diffusi sono gli ossiuri, piccoli vermi bianchi, lunghi meno di un centimetro, sono i parassiti che infestano più frequentemente l’intestino di un bambino. Si trovano nella terra, nell’erba, nelle verdure crude raggiunte da acque contaminate. Infestano l’intestino di una persona dopo che questa ha involontariamente ingerito le uova. Quando queste si schiudono, le femmine, fecondate durante le ore notturne, migrano attraverso l’intestino fino all’apertura anale, dove depongono altre uova che, a loro volta, si schiudono nel giro di pochi giorni.

Circa una o due settimane dopo che le uova sono state ingerite, nascono i parassiti, che iniziano a muoversi nell’intestino del bambino e si spostano verso l’esterno. Il bambino avverte prurito nella zona anale e genitale, è nervoso a causa del fastidio e non riesce a stare fermo. Possono comparire anche forme di orticaria ed episodi di diarrea alternati a stipsi.

Oltre a cercare di individuare gli ossiuri esaminando le feci o controllando l’orifizio anale del piccolo, è possibile effettuare lo scotch test. L’esame si esegue presso qualsiasi laboratorio di analisi. Al mattino, prima che il piccolo abbia defecato e sia stato lavato, si posiziona un pezzetto di nastro adesivo sull’apertura anale. Il nastro adesivo va poi analizzato al microscopio presso un laboratorio.

Data la facilità delle reinfestazini, in questi casi si consigliano pratiche igieniche particolarmente attive. Oltre ai vermicidi convenzionali, alcuni prodotti vegetali come l’aglio e le carote possiedono una buona attività vermifuga, riconosciuta e collaudata. Così come i rimedi erboristici ed omeopatici possono aiutare con successo a superare il problema.

I vostri bambini hanno mai preso gli ossiuri? Hanno influito sul loro sonno?

Immagini:
gurgle.com
parentsconnect.com
livestrong.com

Disturbi del sonno: i vermi intestinali

Le verminosi sono piuttosto diffuse nei bambini, sono caratterizzate da una certa famigliarità e durante la fase matura ed espulsiva possono produrre prurito molto intenso nella zona anale. Più o meno associate alle manifestazioni locali si osservano comunque agitazione e risvegli notturni a volte accompagnati da incubi.

I vermi intestinali sono parassiti che possono attaccare l’uomo, insediandosi nell’intestino. Sono molto comuni nei bambini fra i 2 e i 3 anni perché in questo periodo il bambino comincia a camminare entrando in contatto con l’ambiente circostante, con erba e terreno, soprattutto se gioca all’aperto. Quando sono piccoli, poi, i bambini si portano spesso le mani alla bocca, e quest’abitudine aumenta il rischio di ingerire involontariamente le uova dei parassiti.

I vermi più diffusi sono gli ossiuri, piccoli vermi bianchi, lunghi meno di un centimetro, sono i parassiti che infestano più frequentemente l’intestino di un bambino. Si trovano nella terra, nell’erba, nelle verdure crude raggiunte da acque contaminate. Infestano l’intestino di una persona dopo che questa ha involontariamente ingerito le uova. Quando queste si schiudono, le femmine, fecondate durante le ore notturne, migrano attraverso l’intestino fino all’apertura anale, dove depongono altre uova che, a loro volta, si schiudono nel giro di pochi giorni.

Circa una o due settimane dopo che le uova sono state ingerite, nascono i parassiti, che iniziano a muoversi nell’intestino del bambino e si spostano verso l’esterno. Il bambino avverte prurito nella zona anale e genitale, è nervoso a causa del fastidio e non riesce a stare fermo. Possono comparire anche forme di orticaria ed episodi di diarrea alternati a stipsi.

Oltre a cercare di individuare gli ossiuri esaminando le feci o controllando l’orifizio anale del piccolo, è possibile effettuare lo scotch test. L’esame si esegue presso qualsiasi laboratorio di analisi. Al mattino, prima che il piccolo abbia defecato e sia stato lavato, si posiziona un pezzetto di nastro adesivo sull’apertura anale. Il nastro adesivo va poi analizzato al microscopio presso un laboratorio.

Data la facilità delle reinfestazini, in questi casi si consigliano pratiche igieniche particolarmente attive. Oltre ai vermicidi convenzionali, alcuni prodotti vegetali come l’aglio e le carote possiedono una buona attività vermifuga, riconosciuta e collaudata. Così come i rimedi erboristici ed omeopatici possono aiutare con successo a superare il problema.

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