La nanna nel lettone rispecchia le insicurezze dei genitori?

Per molti genitori tenere il proprio piccolo nel lettone può sembrare il modo più semplice per fargli sentire tutto il proprio affetto e la propria protezione, ma si tratta di un’abitudine che poi è più difficile far cambiare. E’ importante che i genitori abbiano la consapevolezza che vi sono altri modi per trasmettere il proprio amore al bambino. Questo perché compito fondamentale del genitore è quello di fornire al bambino una base sicura, da cui il piccolo possa, un giorno, partire per affacciarsi al mondo esterno e da lì ritornare sapendo che sarà il benvenuto, confortato se triste, rassicurato se spaventato, ma sicuro di sé e autonomo.

Nella crescita naturale del bambino è previsto dunque “l’uscir fuori” dal campo visivo del genitore. E’ il senso del diventare grandi e spetta ai genitori renderla una prova naturale e necessaria a partire anche dallo “svezzamento” dal lettone. Ma molto spesso siamo noi genitori a non riuscire a staccarci dal piccolo.

Infatti quando si affronta il difficile momento dello “svezzamento” dal lettone, bisognerebbe chiedersi se sia il bambino, o piuttosto i suoi genitori, a temere questa separazione. Spesso, nelle situazioni di bambini già grandicelli che continuano a mantenere l’abitudine del lettone, questa mancanza di taglio, anche simbolico, del cordone ombelicale, che crescendo diviene un problema perché impedisce al nuovo adulto di prendere il volo, è legata innanzitutto alla difficoltà dei genitori di accettare questo distacco.

In fondo, è il genitore che decide questo passo all’inizio. Il trasferimento nel lettone, di solito, in via ufficiale, avviene per un motivo molto pratico, ossia quello di non doversi alzare per le poppate notturne ancora ravvicinate. Ma, in profondità, ci sono l’insicurezza del genitore e il suo bisogno di avere la situazione sotto controllo e il proprio cucciolo vicino.

Altre volte, poi, l’accudimento del figlio diviene anche una sorta di alibi per evitare di affrontare la crisi portata dalla trasformazione della coppia in famiglia: tenendo il piccolo a dormire nel proprio letto coniugale, i genitori si ingannano reciprocamente nel dirsi che è a causa del neonato, e non per motivi più profondi, che temporaneamente verrà meno l’intimità, rimuovendo così la causa reale e spostando il problema sulla cura del bambino.

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