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Tre modi per affrontare il sonno dei bambini

Il sonno è una questione educativa. Seguire il proprio impulso, scegliere una linea di condotta che si ritiene giusta per il vostro bambino, ma che al tempo stesso sia compatibile con le esigenze di mamma e papà, è una premessa indispensabile per affrontare con serenità qualsiasi problema educativo. E quello del sonno lo è come tanti altri e costringerà i genitori a mettersi in discussione e ad affrontare situazioni importanti.

Vi sono alcuni modi classici con cui i genitori affrontano la questione della nanna dei propri figli. Quindi vediamo insieme i tre casi esemplari, e poi ditemi in quale di questi vi ritrovate.

Senza orari

Alcuni genitori allergici agli orari, preferiscono la libertà e la spontaneità. Decidono all’ultimo momento di uscire per andare a mangiare una pizza o per fare un giro nel parco, e si portano dietro il bambino, tenendolo sveglio fino a tardi. A questo naturalmente c’è un prezzo da pagare! Il bambino tenuto sveglio a seconda delle necessità di mamma e papà probabilmente non andrà a letto di buon grado a un’ora “classica” solo perché quella sera la cosa fa comodo. Sarà piuttosto il tipo che sta alzato fino a tardi per più sere la settimana, e il suo sonno, anche nel corso della giornata, sarà probabilmente irregolare.

Aspettare che il bambino crolli

In genere si parte dal presupposto che più il bambino è stanco, più dormirà. Invece di insistere perché vada a letto, aspettiamo pazientemente che si addormenti sul divano davanti al televisore o che, esausto e stanco di giocare, implori lui stesso di andare a nanna. In genere se si aspetta che il proprio bambino crolli dal sonno prima di metterlo a letto, si è aspettato troppo. In quanto essere sovraffaticati è una forma di stress. Quando crolla dal sonno, è probabile che il bambino abbia poi molta difficoltà ad addormentarsi o che i suoi sonni siano agitati e si svegli più volte durante la notte.

Stabilire l’ora della nanna

Secondo le inclinazioni del bambino, si definisce l’ora della nanna, che è sempre la stessa, e in funzione di questo momento condizioniamo le attività della giornata: l’ora della pappa, del bagnetto, dei giochi ai giardinetti… Il piccolo in questo modo si abitua a un ritmo regolare. In genere questa soluzione assicura la pace notturna e la privacy dei genitori. Il problema è che per essere efficace, non permette eccezioni nemmeno per gli ospiti, per la visita della nonna o per un viaggio, altrimenti si scombussoleranno tutti i ritmi del bambino.

Voi in quale di questi modi vi ritrovate?

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3 risposte a “Tre modi per affrontare il sonno dei bambini”

  1. elisa scrive:

    assolutamente la terza opzione…. e davvero è molto vincolante per noi, ma luiè un bimbo sereno e ne siamo orgogliosi!!! :)))

  2. Paola scrive:

    …. io invece con il primo bambino mi ritrovo nella prima… ahimè!!! Con la seconda non ho ripetuto gli errori e mi ritrovo nella terza… ed è andata benissimooo…!!! ;o)

  3. Cristina scrive:

    Io nella terza ed è quella che ho adottato con il primo Alessandro che adesso ha 8 anni e con Aurora di 32 mesi, l’unico inconveniente è che tutte le notti verso le 2.00 Aurora si sveglia e non vi è verso di farla riaddormentare nel suo letto, quindi gioco forza viene nel lettone!! Lo faceva anche Ale ed ha smesso gradualmente intorno ai 6 anni!!!

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