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Insegnare la differenza tra il giorno e la notte

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Di giorno si sta svegli, di notte si dorme: è questo che bisogna insegnare a un bambino piccolo. Si tratta ovviamente di un insegnamento più che corretto, in quanto, in questo modo, è possibile assecondare il ritmo biologico naturale, secondo il quale, appunto, quando c’è luce c’è attività, quando cala il buio giunge per tutti il momento di riposare.

L’organismo umano, specie nelle fasi dell’accrescimento, ha assoluta necessità di adeguarsi all’alternanza buio-luce, preferendo la notte per dormire. E’ dunque opportuno che intorno ai 4-6 mesi di vita il bambino si abitui a poppare esclusivamente di giorno. Di solito, l’accorgimento di anticipare la poppata notturna ha successo, ma purtroppo non sempre. Ci sono infatti bambini che, anche dopo i sei mesi di vita, pur introducendo consistenti quantità di latte tra le otto di sera e mezzanotte, continuano a svegliarsi per reclamare altro cibo.

Dunque è fondamentale far imparare al bambino a distinguere il giorno e la notte insegnandogli che le ore di luce sono destinate al compimento delle varie attività mentre le ore di buio sono destinate al riposo. Per trasmettergli questa informazione di vitale importanze è essenziale, innanzi tutto, stimolarlo maggiormente di giorno e fare in modo che non si ecciti troppo di sera. E’ consigliabile anche, mentre il bambino riposa di giorno, continuare tutte le attività della casa, senza troppo preoccuparsi di fare rumore, e non eliminare mai completamente la luce naturale.

Non bisogna, cioè, creare di giorno la stessa atmosfera della notte e quindi anche la stanza dove il bambino riposa deve essere blandamente illuminata dalla luce diurna e la casa non deve cadere nel silenzio più assoluto. Di sera è bene invece, parlare a voce più bassa e non farlo troppo giocare. Il piccolo deve capire che la sera è fatta per il silenzio e per la tranquillità, cioè per dormire.

Immagini:
paoline.it

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